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Eleonora Abbagnato protagonista a Trieste

Tempo di lettura: 3 minuti

Data 09 Gennaio 2026

La star internazionale nella duplice veste di Direttrice ed Étoile sul palco. Con il corpo di ballo dell’Opera di Roma

Prove Within the Golden Hour ph Teatro dellOpera di Roma 2023 L1110928
(ph. Teatro dell'Opera di Roma)
(ph. Teatro dell’Opera di Roma)

 

Sei recite, dal 9 al 13 gennaio, aprono il nuovo anno del Verdi con il debutto in città e nella regione del celebre corpo di ballo dell’Opera di Roma, diretto dalla étoile Eleonora Abbagnato, nome di spicco internazionale.

Per l’occasione il teatro della capitale porta a Trieste uno dei progetti più fortunati e ammirati degli ultimi anni, il Trittico composto dai lavori di tre coreografi fondanti l’estetica del Novecento: in apertura “La Rose Malade” dal testo di William Blake The Sick Rose in Songs of Innocence e costruita sul celeberrimo Adagetto della Quinta Sinfonia di Mahler con i costumi indimenticabili di Yves Saint Laurent per un passo a due che esplora i temi di amore, morte e passione struggente con protagonisti la stessa Abbagnato e il solista Giacomo Castellana.

La coreografia, emblematica dello stile del grande maestro francese Roland Petit e creata nel 1973 per la stella russa Maya Plisetskaya, è stata ripresa a Roma per la prima volta nel 2015 alla Terme di Caracalla con grande esito di pubblico e critica.

Quindi si prosegue con “Within the Golden Hour” del coreografo star inglese Christopher Wheeldon, nome di assoluto riferimento nel mondo e colonna portante di Royal Opera House e New York City Ballet.

Qui cinque brani di Ezio Bosso, amico e stretto collaboratore di Wheeldon nei suoi anni londinesi, sono i veri protagonisti di un atto unico creato nel 2008 per il San Francisco Ballet e subito divenuto un grande classico alla Royal Opera House di Londra, che nel 2020 l’ha dedicato proprio a Bosso nello streaming in occasione della sua prematura scomparsa.

Il quadro di Wheeldon, che quest’anno è presente anche nella stagione dell’Opera di Montecarlo, si chiude poi sull’Andante dal Concerto per Violino in Si bemolle maggiore, RV 583 di Vivaldi per un intenso passo a due che lo stesso creatore definisce come “Una sintesi tra le tecniche del balletto classico e la ricerca di ispirazione in altre forme di danza che suggeriscono un modo nuovo e interessante di sviluppare il movimento”.

Si torna poi all’immenso Petit su musica di Fauré con “Le Combat des Anges”, celebre pas de deux estratto dal balletto “Proust ou les Intermittences du cœur” del 1974, inspirato a “À la recherche du temps perdu” ove si mette in scena la relazione passionale e tragica tra Saint-Loup, l’angelo bianco, e Morel, l’angelo nero.

Quindi grande chiusura con il celeberrimo Bolero di Ravel nella coreografia ipnotica e avvolgente creata dall’icona contemporanea Krzysztof Pastor nel 2012 e già ripresa con successo da Opera di Roma sul palco estivo di Caracalla. Qui la consuetudine del cerchio diventa uno spazio rettangolare e alla prassi consolidata del solista Pastor preferisce un passo a due, dunque ancora una volta una coppia al centro del vortice della danza, a chiudere questo trittico che davvero si definisce proprio come uno studio sul rapporto a due nel movimento.

Dirige l’Orchestra del Verdi l’inglese David Garforth, bacchetta di riferimento mondiale per la danza e solido collaboratore di alcuni dei maggiori coreografi dei nostri tempi, spesso sul podio di Royal Opera House, Opera Garnier a Parigi e Teatro alla Scala in Italia, nonché protagonista musicale di molti spettacoli televisivi della BBC e noto al pubblico trasversale per Notre Dame de Paris.

Date e orari

Venerdì 9 gennaio 2026 ore 20.00

Sabato 10 gennaio 2026 ore 15.00

Sabato 10 gennaio 2026 ore 20.00

Domenica 11 gennaio 2026 ore 16.00

Martedì 13 gennaio 2026 ore 15.00

Martedì 13 gennaio 2026 ore 20.00