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Cronache di ordinaria persecuzione dal Confine orientale

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 02 Febbraio 2026
Orario 6:00 PM – 6:00 PM
Organizzatore San Pier d'Isonzo

A San Pier d'Isonzo la presentazione del libro bilingue di Metka e Boris M. Gombač. Con intervento del curatore Dario Mattiussi

copertina libro cronache

Lunedì 2 febbraio a San Pier d’Isonzo, alle 18, nel quadro delle manifestazioni per il Giorno della Memoria, nella Sala del Consiglio, a cura del Comune di San Pier d’Isonzo e dell’ANPI verrà presentato al pubblico il volume “Cronache di ordinaria persecuzione dal Confine orientale 1942-1943”, di Metka e Boris M. Gombač.

Un libro bilingue, importante per la ricerca storiografica ma anche necessario per la memoria civile, realizzato dal Centro Gasparini e dalla Fondazione/Sklad Dorče Sardoč.

Interverrà il curatore del libro e segretario del Centro Gasparini, Dario Mattiussi, mentre Lucia German leggerà alcune pagine del testo.

I temi principali proposti dal volume sono la storia del Carcere sussidiario di Sdraussina (oggi Poggio Terza Armata) nel Comune di Sagrado e la persecuzione subita dalle comunità slovene dell’allora provincia di Gorizia. Sono vicende che si collocano in una pagina della nostra storia, quella degli anni compresi tra l’invasione della Jugoslavia e l’armistizio italiano, relativamente poco indagata dalla storiografia italiana.

Grazie ai documenti dell’esercito italiano del partito fascista, della questura e della prefettura di Gorizia, gli autori ricostruiscono tutta la violenza liberata in queste zone dallo Stato italiano dopo l’invasione della Jugoslavia, invasione che trasformò la provincia di Gorizia non nella retrovia di un fronte ma in un nuovo fronte di guerra, in cui le differenze con le operazioni condotte nella provincia di Lubiana divennero estremamente labili.

Deportazioni di ostaggi, arresti di massa, sequestri di beni, incendi di paesi e uccisioni di civili colpirono pesantemente le comunità slovene della valle del Vipacco, dell’alta valle dell’Isonzo e del Carso, una strategia del terrore che non è mai entrata a far parte della memoria civile della nostra provincia e del nostro Paese.