Boston Marriage
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Un salotto, due dame e una cameriera. A Trieste un terzetto d’attrici impeccabili per la scrittura dirompente di David Mamet
Maria Paiato, Mariangela Granelli, Ludovica D’Auria un terzetto d’attrici impeccabili per la scrittura dirompente di David Mamet autore cinematografico e teatrale pluripremiato e di grande successo.
A dirigere lo spettacolo – al Politeama Rossetti di Trieste martedì 25 e mercoledì 26 febbraio alle 20.30 – Giorgio Sangati.
Stati Uniti, fine Ottocento. Un salotto, due dame e una cameriera.
Tutto farebbe pensare a una trama convenzionale, un incontro tra amiche un po’ affettate, ma alla forma non corrisponde la sostanza: nella conversazione dal vocabolario ricercato fioccano volgarità e veniamo a sapere che le due sono state un tempo una coppia molto affiatata.
L’espressione “Boston Marriage”, infatti, era in uso nel New England a cavallo tra il XIX e il XX secolo per alludere a una convivenza tra donne economicamente indipendenti da uomini.
Dopo la separazione, Anna, la padrona di casa, ha trovato un uomo ricco che la mantiene e vorrebbe ora approfittare della protezione di lui per riprendere con sé Claire, appena arrivata in visita.
Ma Claire non è lì per quello; è tornata per ben altri motivi e la riconquista si rivelerà molto più complicata del previsto, con colpi di scena rocamboleschi che coinvolgeranno anche la giovane cameriera, in un crescendo ritmico esilarante, quasi da farsa.
È un Mamet diverso dal solito, che si prende una vacanza dalla gravità e gioca per il gusto di giocare, strizza l’occhio agli esperimenti brillanti di Tennessee Williams, ma, soprattutto, all’“Importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde.
Protagonista assoluto, infatti, insieme alle interpreti, è il linguaggio e, di contro, il non-detto, l’allusione, la stravaganza, il paradosso. Mamet si diverte a parodiare la prosa ampollosa dell’epoca, ma dietro l’apparente assurdità della superficie si nasconde l’intento ambizioso di rovesciare la realtà attraverso uno scherzo che mira a creare anche un po’ di raffinatissimo scandalo.


