Angeli e Demoni
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Per la prima volta arrivano a Trieste i King's Singers per un viaggio di oltre 500 anni di musica "a cappella"
(© Frances Marshall)
La Società dei Concerti di Trieste presenta, nell’ambito della sua 93^ stagione, un evento musicale unico per il suo tradizionale appuntamento del lunedì sera.
Il 10 marzo alle 20.30 ospiterà per la prima volta al Teatro Verdi il concerto “Angeli e Demoni“, un viaggio musicale attraverso il tempo e la spiritualità, a cura del celebre ensemble vocale The King’s Singers.
Considerati un vero e proprio “dream team” della musica polifonica per la perfezione dell’intonazione e l’ampiezza del repertorio, i King’s Singers esploreranno il potente simbolismo delle quattro figure più rinomate del cristianesimo: gli angeli, i demoni, la Vergine Maria e Cristo, illuminando sia la luce che l’oscurità dell’esperienza umana.
Attraverso 500 anni di musica corale, il concerto si ispirerà a queste quattro figure centrali dell’iconografia cristiana: gli angeli, custodi dell’umanità; i demoni, simboli del male e della tentazione; la Vergine Maria, figura di purezza e umiltà; e Cristo, cuore della fede cristiana.
The King’s Singers, sestetto vocale maschile, sono rinomati per la loro interpretazione virtuosa di musica corale di ogni genere, dalla classica alla popolare.
Con una sintonia musicale sorprendente e un pensiero profondo, ma sempre con un tocco di umorismo, il loro nome è sinonimo, da oltre 50 anni, di eccellenza “a cappella” per antonomasia ed è apprezzato in tutto il mondo oltre che per le doti tecniche, per il coinvolgimento emotivo dei loro concerti, per la varietà dei programmi e degli stili e per il sense of humour che caratterizza da sempre le loro esecuzioni.
Il concerto “Angeli e Demoni” promette un’esperienza emozionante e coinvolgente, con opere di Geoffrey Poole, Edward Bairstow, Arvo Pärt, William Byrd, Judith Bingham e altri compositori in un dialogo serrato tra Rinascimento e contemporaneità.
Palestrina e Byrd sono entrambi figure fondamentali della musica vocale: l’uno nella Roma della controriforma, al centro della cattolicità, l’altro nella Londra anglicana di Elisabetta I.
Edward Bairstow e Geoffrey Poole appartengono alla feconda e ininterrotta tradizione della musica vocale inglese che giunge fino a noi. Arvo Pärt è un nome la cui fama ha varcato i confini dei generi, e la cui musica vocale è altrettanto amata ed eseguita di quella strumentale.


