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Andrea Pennacchi diventa Arlecchino

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 25 Gennaio 2025 – 26 Gennaio 2025

A Trieste lo spettacolo con musica dal vivo e allestimento magnetico. Con un cast affiatato e impegnato in ruoli plurimi

ArlecchinoBaliani SerenaPea
(ph. Serena Pea)

(ph. Serena Pea)

Arriva al Politeama Rossetti sabato 25 (ore 19.30) e domenica 26 febbraio (ore16) “Arlecchino?” scritto e diretto da Marco Baliani, con Andrea Pennacchi a dare vita alla più amata maschera della commedia dell’arte.

«L’Arlecchino che Andrea Pennacchi porta in scena farà forse sussultare i tanti Arlecchini che nel tempo hanno fatto grande questa maschera della commedia dell’arte», spiega Marco Baliani.

Lui cerca in tutti i modi di essere all’altezza del ruolo, ma non ne azzecca una, è goffo, sovrappeso, del tutto improbabile, ma è in buona compagnia: gli altri attori, che, come lui, sono stati assoldati, con misere paghe, dall’imprenditore Pantalone, sono, al pari di Arlecchino, debordanti, fuori orario, catastroficamente inadeguati.

Eppure tutti questi sbandamenti, queste uscite di scena e fughe dal copione, che sono anche uscite nella contemporaneità dell’oggi, queste assurde prestazioni, queste cadute di stile e cadute al suolo di corpi sciamannati, tutte queste parole affastellate, tutto questo turbinio di azioni e gesti, stanno proprio rifacendo il miracolo della grande commedia goldoniana, in una forma non prevista, una commedia dirompente, straniante, che ricostruisce la tradizione dopo averla intelligentemente tradita.

Ed ecco allora che la storia, nonostante tutto, anzi proprio grazie a questo tutto invadente, si dipana nella sua narrazione e ne esce un Arlecchino mai visto che riunisce stilemi diversi, frammenti di cabaret, burlesque, avanspettacolo, commedia, dramma, un gran calderone ultrapostmoderno che inanella via via pezzi di memoria della storia del teatro.

Eccellenti e divertenti gli interpreti che si muovono in scena assieme a Pennacchi: Marco Artusi, Maria Celeste Carobene, Miguel Gobbo Diaz, Margherita Mannino, Valerio Mazzucato, e Anna Tringali. Tutti impegnati in più ruoli e capaci di passare in un soffio dal ruolo “metateatrale” di attori brontoloni e sottopagati a quello dei personaggi che devono rappresentare.