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Alieni in laguna

Tempo di lettura: 3 minuti

Data 23 Gennaio 2026
Orario 8:30 PM – 8:30 PM

Andrea Pennacchi e lo zoologo Nicola Bressi esplorano a Trieste i mutamenti del pianeta

Andrea Pennacchi
Andrea Pennacchi
Andrea Pennacchi

 

Esiste un punto di contatto profondo, quasi magico, tra la precisione della biologia e la fluidità del racconto popolare, un luogo dove il rigore dello scienziato incontra l’affabulazione del drammaturgo.

È in questo spazio liminale che si muove il Fuori Abbonamento alla Contrada Alieni in laguna, lo spettacolo che venerdì 23 gennaio alle 20.30 porterà sul palco del Teatro Bobbio un’inedita coppia di esploratori del contemporaneo: lo scrittore Andrea Pennacchi e lo zoologo Nicola Bressi.

Prodotto da Galapagos produzioni spettacolo si configura come un “talk” coraggioso e fuori dagli schemi, capace di trasformare l’indagine sulla biodiversità in un’esperienza narrativa. Al centro del dialogo c’è l’invasione silenziosa delle specie aliene, creature che hanno varcato i confini dei propri ecosistemi d’origine per insediarsi nelle nostre terre e nelle nostre acque.

Dall’avanzata inarrestabile del Granchio Blu nelle lagune adriatiche alla sagoma inquietante del Siluro che popola i fondali del Po, il racconto si snoda attraverso un bestiario moderno dove la cronaca scientifica di Bressi si intreccia indissolubilmente ai ricordi di Pennacchi.

L’attore veneto, con la sua consueta maestria nel mescolare comicità e dramma, attinge alla memoria biografica e al folklore della sua terra, popolando la scena di immagini che oscillano tra la realtà dei mutamenti climatici e la suggestione del mito.

Dall’inaspettato ritorno della fauna nelle città durante il lockdown, partendo da un piccolo giardino condominiale visto come un Eden sporco e contemporaneo, ci si addentra nell’Era della Plasmabilità e dell’Amnesia Ecologica, dove cinghiali, orsi, lupi, granchi blu, lucciole, come spiriti degli antenati che vagano tra i condomini e stirpi di esseri umani da osteria, si confondono in una selva di storie, per riflettere sulle nostre origini e sugli impatti ecologici del nostro vivere.

In questa danza tra dati e visioni, la specie aliena smette di essere soltanto un’emergenza ecologica per farsi potente metafora dei conflitti sociali che agitano il nostro tempo. Parlare di “alieni” significa infatti interrogarsi sul concetto di appartenenza, sulla percezione della minaccia esterna e sulla necessità impellente di ridefinire il nostro equilibrio con l’ambiente naturale.

Il risultato è un’opera provocatoria e profondamente poetica, che non si accontenta di elencare i danni di un ecosistema in crisi, ma incita il pubblico all’azione e alla speranza. Attraverso il filtro della memoria e l’ironia del palcoscenico, Pennacchi e Bressi ci ricordano che la complessità della nostra epoca richiede nuove lenti per essere osservata e che, forse, proprio nel racconto e nella conoscenza scientifica risiede la chiave per non sentirci estranei al mondo che stiamo trasformando.

Lo spettacolo nasce da un’idea di Andrea Pennacchi, con i contributi ai testi di Marco Segato, Raffaele Pizzatti Sertorelli e Marco Gnaccolini, ed è accompagnato dalle musiche composte ed eseguite dal vivo di Giorgio Gobbo.