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Adulterio, delitto e rimorso a Trieste

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Data 04 Aprile 2025 – 07 Aprile 2025

Donatella Finocchiaro protagonista di "Thérèse", lo spettacolo tratto dal romanzo di di Émile Zola. Per fotografare le fragilità del nostro quotidiano

Therese rosellina garbo
(© Rosellina Garbo)

(© Rosellina Garbo)

Thérèse di Stefano Ricci, con Donatella Finocchiaro, Alberto Carbone, Giulia Eugeni, Alessandra Fazzino – produzione del Teatro Biondo di Palermo – andrà in scena al Politeama Rossetti da venerdì 4 a lunedì 7 aprile (ore 20.30, sabato ore 19.30, domenica ore 16).

Sul palcoscenico anche l’operatore di camera Giulio Magazzù, i movimenti sono di Stellario Di Blasi, le musiche originali di Andrea Cera, le scene di Eleonora De Leo, i costumi di Gianluca Sbicca, light designer è Gianni Staropoli, assistente alla regia Liliana Laera.

Confrontandosi con “Thérèse Raquin”, il celebre romanzo naturalista di Émile Zola, Stefano Ricci, che firma testo e regia, stringe saldamente la mano di Donatella Finocchiaro e la conduce in quella che è una rivoluzione copernicana conoscitiva, in un sistema orbitale antropologico che parte dalla figura di Thérèse e, attraverso il Tempo, fotografa le fragilità del nostro quotidiano.

La torbida storia di adulterio, delitto e rimorso, che Zola definiva un «grande studio psicologico e fisiologico», nel quale ha fatto «su due corpi vivi ciò che i chirurghi fanno su dei cadaveri», assume nello spettacolo di Ricci le caratteristiche di un’indagine dei nostri giorni, un vagabondaggio nell’acre coscienza di poter sopravvivere dopo la tragedia in un mondo privo di intelaiatura emotiva.

Ricci destruttura l’opera di Zola per raccontare il tempo che abitiamo oggi, a partire dal senso di colpa che condiziona i comportamenti dei personaggi come un’affezione, un’attitudine corporale e febbrile.

Il teatro fisico e catartico di Ricci, nel quale parola, immagine e gesto concorrono alla realizzazione di un immaginario polimorfo, diventa dunque lo spazio per l’elaborazione di un lutto, di un’assenza fisica e morale, la riscoperta dell’arte della responsabilità dopo che il sole si è fermato.