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In sostegno degli anziani fragili

Società
22 maggio 2020

Gli angeli dei pasti caldi a domicilio

a cura della redazione
Anche durante l'emergenza hanno sempre garantito il loro servizio nei comuni della provincia di Gorizia. "Entriamo in centinaia di case portando anche il nostro sorriso"
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Il personale che consegna i pasti agli anziani
Società
22 maggio 2020 della redazione

In questo periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19 è rimasta attiva in tutta la provincia di Gorizia la rete del servizio di consegna pasti caldi a domicilio, un presidio che raggiunge ogni giorno una media di 400 persone fragili.

A occuparsene una equipe composta da 16 operatori e un coordinatore della Cooperativa sociale Itaca, che a bordo di 12 automezzi percorrono oltre 24 mila chilometri al mese per consegnare quotidianamente gli approvvigionamenti in 21 Comuni tra Basso e Alto Isontino. Tutti gli alimenti sono conservati in appositi bauletti termici chiusi, mentre gli operatori sono sempre dotati dei dispositivi di protezione individuale, necessari a garantire la sicurezza delle persone che ricevono i pasti.

Gli anziani over 65 che continuano a ricevere i pasti a domicilio sono persone in difficoltà, in situazioni di fragilità o sono affetti da patologie croniche. Per questo, sono la fascia di popolazione più debole invitata a contenere le uscite dalla propria abitazione, in quanto maggiormente a rischio di contrarre il Covid-19.

In questi mesi, l'attenzione è rimasta – e lo resta ancora in Fase 2 – centrata sulla continuità del servizio e sul monitoraggio giornaliero degli anziani beneficiari ma anche sulla relazione personale.

“Ogni giorno – afferma una delle operatrici – entriamo in centinaia di case portando anche il nostro sorriso. In questo momento, per tutti difficile, in particolare per le persone più fragili, noi intendiamo rimanere al loro fianco”.

Del gruppo di lavoro fanno parte anche un volontario, Enzo, che si occupa per due volte la settimana della consegna pasti (il cui apporto è al momento sospeso), e Alessandra, che con una borsa lavoro supporta in ufficio il coordinamento del servizio per quattro mattine la settimana e che in questo momento lavora da casa grazie allo smart working.

Fondamentale resta la connessione costante con i Servizi sociali dei 21 Comuni coinvolti, principalmente nello scambio di informazioni utili ad intervenire per portare l’aiuto necessario alle persone. Per il Basso Isontino i Comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Doberdò del Lago, Fogliano, Sagrado, San Canzian d’Isonzo, San Pier d’Isonzo, Staranzano e Turriaco; per l’Alto Isontino i Comuni di Gorizia, Capriva del Friuli, Farra d’Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, Romans d’Isonzo, Savogna, San Floriano, Villesse, Dolegna del Collio.

“Sebbene i primi giorni non siano stati semplici da gestire – riferisce il coordinatore del servizio, Pasquale Ascone –, ad averci aiutato molto è stato il reciproco rapporto di fiducia instauratosi negli anni all’interno dell’equipe”.

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