ANCI: Ziberna presidente della commissione Politiche comunitarieL’arte di Zec nella chiesa dell’Abbazia di RosazzoGorizia: la casa di riposo diventa “smart”Mobbing: crescono le richieste di aiutoUn documentario per dare voce alle Valli del NatisoneAlfa Mist star di Jazz & Wine of PeaceMele: in FVG raccolto in crescitaArcheologia subacquea: missione friulana a RagusaGorizia: via Boccaccio pronta per Gusti di FrontieraSoftball: Castionese chiamata all’impresa impossibileDanza: Fiumicello in cima al mondoDa Trieste alla TV: concluse le riprese di “Nemo”La Bibbia di Aquileia torna al centro della cultura europeaComunità educanti: mappatura in FVG con le Pro LocoBiodiversità marina: da Trieste la lettura del passatoIntelligenza artificiale: nuova multivisione all’Immaginario ScientificoCanoa San Giorgio: tre onorificenze dal CONILa Nazionale di Volley Sorde protagonista in FVGCervignano: donazioni per gli studenti in difficoltàFondazione Aquileia: Marco Mantini nuovo direttore

Ruda, solidarietà in nome di Rita Gratton

Tempo di lettura: 2 minuti

A cinque mesi dalla scomparsa

50626 1

A cinque mesi dalla scomparsa, il ricordo della maestra Rita Gratton a Ruda continua a essere vivo e intenso.

I suoi coetanei, tutte persone nate nel 1945, che hanno vissuto assieme a lei i primi anni dell’infanzia frequentandola dall’asilo fino alle scuole elementari e medie, hanno voluto ricordarla. Si sono ritrovati nella parrocchiale di Santo Stefano dove è stata celebrata in suo suffragio una messa dal parroco don Giampiero Facchinetti, anche lui doppiamente coinvolto poiché coetaneo di Rita.

Al termine della quale sono state raccolte le offerte che saranno devolute alla ricerca per debellare la Sclerosi Laterale Amiotrofica, di cui Rita da molti anni era affetta. Dopo ventidue anni, da quando Rita Gratton la portò a Ruda, l’Associazione “Aiutiamoli a Vivere” manca del suo caposaldo, quella persona che per molti lustri organizzò l’arrivo dei bambini dalla Bielorussia, che colpiti dalle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl, passavano qualche tempo in Friuli per “disintossicarsi” dalle radiazioni. Un’idea che poi si sviluppò anche in molti paesi limitrofi.

Il suo impegno perdurava nell’arco di tutto l’anno e per raccogliere fondi organizzava bancarelle nelle feste e nelle marcelonghe. Senza dimenticare il servizio in parrocchia come catechista, animatrice nei campi scuola, nei consigli pastorali ma anche nell’assistenza agli ammalati: un impegno a tutto tondo nel mondo cattolico, del volontariato e nell'assistenza.