Udinese imbrigliata e sfortunataANCI: Ziberna presidente della commissione Politiche comunitarieL’arte di Zec nella chiesa dell’Abbazia di RosazzoGorizia: la casa di riposo diventa “smart”Mobbing: crescono le richieste di aiutoUn documentario per dare voce alle Valli del NatisoneAlfa Mist star di Jazz & Wine of PeaceMele: in FVG raccolto in crescitaArcheologia subacquea: missione friulana a RagusaGorizia: via Boccaccio pronta per Gusti di FrontieraSoftball: Castionese chiamata all’impresa impossibileDanza: Fiumicello in cima al mondoDa Trieste alla TV: concluse le riprese di “Nemo”La Bibbia di Aquileia torna al centro della cultura europeaComunità educanti: mappatura in FVG con le Pro LocoBiodiversità marina: da Trieste la lettura del passatoIntelligenza artificiale: nuova multivisione all’Immaginario ScientificoCanoa San Giorgio: tre onorificenze dal CONILa Nazionale di Volley Sorde protagonista in FVGCervignano: donazioni per gli studenti in difficoltà

Riconoscimento internazionale per l’Università di Udine

Tempo di lettura: 2 minuti

Al simposio "Euroma"

6727 1

Uno studio coordinato dall’Università di Udine sui casi aziendali di successo nella riduzione degli sprechi e nell’aumento della soddisfazione dei clienti (lean manufacturing) è stato premiato con l’Harry Boer Award, il riconoscimento quale migliore ricerca presentata all’Euroma (http://www.euroma2014italy.org/), il simposio annuale delle più importanti ricerche europee di gestione aziendale (operations management).

Lo studio ha analizzato come le aziende che hanno più stabilimenti in Italia e all’estero possono trasferire positivamente dagli stabilimenti più avanzati a quelli meno efficienti le buone pratiche di riduzione degli sprechi e di aumento della soddisfazione dei clienti.

La ricerca, intitolata “Effective lean knowledge transfer across manufacturing units in multinational corporations”, è stata condotta da un team coordinato da Pietro Romano, professore di Gestione di sistemi logistici nei corsi di studio di Ingegneria gestionale. Del team fanno parte anche Pamela Danese, docente all’Università di Padova, e la dottoranda Stefania Boscari, laureata in Ingegneria gestionale a Udine.

«Il lean manufacturing – spiega Romano – è universalmente riconosciuto come un approccio vincente per ottimizzare la gestione dei processi produttivi». Tuttavia molte aziende che hanno più stabilimenti di produzione non riescono a portare agli stessi standard di eccellenza tutte le unità produttive. Questa ricerca ha analizzato un campione di aziende italiane – alcune anche friulane – che hanno siti produttivi all’estero, in particolare in Cina e negli Stati Uniti, e ha individuato degli adattamenti all’approccio lean per rendere più efficace l’adozione delle pratiche di gestione dei processi produttivi, tenendo conto della cultura nazionale e della reazione al cambiamento del personale dello stabilimento produttivo.

«Queste nuove conoscenze – sottolinea il professor Romano – verranno trasferite agli allievi dei corsi di ingegneria gestionale all’Università di Udine e ai partecipanti al master in Lean management della Fondazione Cuoa – Centro di eccellenza sul Lean management, di cui l’Ateneo friulano è socio fondatore».