“Non diventare il marketing del terrorismo”

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redazione

6 Maggio 2016
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Farhad Khosrokhavar da Udine

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L’integrazione sarà un processo lungo e impegnativo, ma è anche l’unica prospettiva possibile da percorrere. Nel frattempo è bene tenere gli occhi aperti: sapendo che «l’Italia è lo stato più esposto, per contesto geografico, al jihadismo libico e tunisino: sono 5 mila i foreign fighters tornati in Tunisia dalla Siria, alcuni cercheranno senz’altro di entrare in Italia».

Lo ha dichiarato al festival vicino/lontano di Udine il sociologo franco iraniano Farhad Khosrokhavar, direttore della École des hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, tra i massimi esperti del mondo arabo e del fondamentalismo islamico. «In Italia e in Spagna – sottolinea – siete solo all’inizio della seconda generazione migratoria, in Francia le ondate migranti sono iniziate negli anni Sessanta, come in Gran Bretagna, Germania e Olanda, e oggi siamo alla terza/quarta generazione. Ma in Italia ci sono poco più di un milione di musulmani, e i migranti hanno occupato anche zone rurali e le piccole città, sfuggendo alla ghettizzazione delle periferie e delle banlieus. In Francia i musulmani stimati sono oltre 5 milioni, e i foreign fighters sono decuplicati dal 2013. Dall'Italia si stima siano partiti non più di 90 foreign fighters, dei quali solo 12 avevano passaporto italiano».

Perché il terrorismo islamico fa più paura? «A differenza dei fenomeni conosciuti in Europa lo scorso secolo – aggiunge Khosrokhavar – lo jihadismo arriva da fuori confine, ha un impatto ben più forte dei terrorismi interni precedenti, assume proporzioni gigantesche».   

Un sindaco musulmano a Londra? «Non cambierà nulla, perché il terrorismo jihadista ha radici prevalentemente nella lower class musulmana che guarda a Sadir Kahn come una specie di traditore, non si riconosce in lui e mira alla radicalizzazione estrema facendo leva sulla incompatibilità fra i valori dell’Islam e i valori laico-democratici dell’Europa. Ci sono già stati lord musulmani in Gran Bretagna e ministri musulmani in Francia, ma questo non cambia la situazione, si tratta di eccezioni che non incidono sul movimento terrorista. La sua forza oggi è lo stato islamico che agisce come un magnete per le giovani generazioni. Adesso, compresso dalla coalizione in Iraq e in Siria, Daesh certamente tenterà nuovi attacchi terroristici eclatanti in Europa. Ai media dico di fare attenzione: stanno diventando il marketing del terrorismo islamico, dovrebbero prestare maggiore attenzione al rischio di trasformare i terroristi in star negative dei Tg e delle prime pagine».

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