L’“imbrocco” dei pennoni per il Triduo pasquale
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Anche la "Regina del Mare" di Grado rende omaggio alla tradizione marinaresca di questo periodo. Grazie al cappellano della Vespucci
La Regina del Mare nel porto di Grado
GRADO – Nel silenzio carico di significato dei porti italiani durante i giorni del Triduo Pasquale, si rinnova un gesto antico, carico di simbolismo e devozione: l’“imbrocco” dei pennoni.
Un’usanza che appartiene alle più nobili tradizioni marinaresche, quando gli alberi maestri delle navi, privi delle vele, inclinavano le loro aste verso il mare in segno di lutto, per commemorare la Passione di Cristo.
A custodire e riportare in vita questa antica pratica sono due vere e proprie icone della Marina Militare Italiana: la nave scuola Amerigo Vespucci e la goletta Palinuro.
Le due imbarcazioni, ambasciatrici dell’eccellenza navale italiana nel mondo, nei giorni che precedono la Pasqua si presentano in porto con i pennoni inclinati, offrendo uno spettacolo solenne e suggestivo, capace di evocare l’intreccio tra fede, tradizione e cultura marinara.
Quest’anno, accanto ai giganti della Marina, anche la città di Grado ha voluto rendere omaggio a questa tradizione.
Grazie all’iniziativa del cappellano militare don Gianni Medeot, al presidente dell’Associazione dei Portatori della Madonna, Adelchi Quargnali, del vicepresidente Maurizio Tognon, del comandante della “Regina del Mare” Michele Tria e alla disponibilità del socio Alessandro Frizzarin, anche la barca ammiraglia della processione votiva del Perdon de Barbana, mostrerà i suoi pennoni “imbroccati” durante i giorni santi.
Una presenza, quella di don Gianni Medeot, che aggiunge ulteriore valore simbolico all’iniziativa: attualmente cappellano militare presso l’Accademia Navale di Livorno, don Medeot conosce bene l’“imbrocco” dei pennoni, avendolo vissuto in prima persona a bordo del Vespucci.
La sua storia personale e vocazionale si intreccia infatti con quella della celebre nave-scuola: imbarcato dal 2001 al 2003 come marinaio volontario, termina la propria esperienza con l’ingresso in seminario militare, quindi nel 2009, nel 2011 ed infine tra il 2024 ed il 2025, torna a bordo come ufficiale cappellano, anche proprio in occasione della recente campagna che ha visto il Vespucci solcare i mari di tutto il mondo, portando il tricolore e la cultura italiana nei porti dei cinque continenti.
L’adozione di questo gesto anche da parte della “Regina del Mare”, protagonista ogni anno della processione votiva del Perdon de Barbana, rappresenta un legame prezioso tra le tradizioni marinare e la devozione religiosa.
Un filo rosso che unisce i grandi velieri della Marina Militare alle barche della laguna gradese, testimoniando come la tradizione sappia rinnovarsi e restare viva.
Tradizioni come questa non sopravvivono però da sole: hanno bisogno di cuori appassionati, di volontari disponibili e soprattutto di nuove generazioni disposte a tendere la mano al passato, per non perderne mai la rotta guardando al futuro.


