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Il tricolore della “prima redenzione” di Gorizia

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Esposto al Sacrario di Oslavia di occasione del 110° anniversario: lo stesso che Aurelio Baruzzi issò per primo sulla stazione ferroviaria l’8 agosto del 1916

ziberna fioretti
Da sinistra Ziberna e Fioretti
Da sinistra Ziberna e Fioretti

 

GORIZIA – Ricorre sabato 8 agosto il 110° anniversario della “prima redenzione” di Gorizia: la cerimonia di commemorazione, alle 9 al Sacrario di Oslavia, avrà un significato particolare.

Sarà infatti esposto per l’occasione il Tricolore che Aurelio Baruzzi issò per primo sulla stazione ferroviaria l’8 agosto del 1916: un’iniziativa significativa, resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune del direttore del Sacrario militare di Redipuglia, colonnello Massimiliano Fioretti.

“L’8 agosto ricordiamo un momento storico di straordinaria importanza per la nostra città. Questa bandiera rimanda a una pagina di storia contrassegnata da un drammatico tributo di sangue, ma anche da gesti di straordinario patriottismo, come quello del sottotenente Baruzzi, insignito della Medaglia d’oro al Valor Militare conservata in municipio. Momenti come quello che celebreremo sabato a Oslavia, dove ricordiamo sono conservati i resti di 57.200 soldati, sono determinanti in termini di custodia e divulgazione della memoria”, ha sottolineato il sindaco, Rodolfo Ziberna, affiancato dallo stesso Fioretti e dai rappresentanti dei vari sodalizi coinvolti nella cerimonia di sabato.

Aurelio Baruzzi (1897-1985), di Lugo di Romagna, si arruolò volontario del febbraio 1915. Era quindi appena diciannovenne quando prese parte alla sesta battaglia dell’Isonzo dell’agosto 1916, culminata con l’ingresso delle truppe italiane in città.

Sottotenente della Brigata Pavia entrò per primo a Gorizia insieme a quattro fanti l’8 agosto 1916, dopo essere sceso dal Calvario, aver preso di sorpresa 200 soldati austroungarici nel sottopasso ferroviario di Piedimonte e poi aver attraversato l’Isonzo senza saper nuotare, per arrivare infine alla stazione ferroviaria. Il suo coraggioso gesto gli valse la concessione della massima decorazione militare, diventando la più giovane Medaglia d’oro al Valor Militare della Grande Guerra.

Questa la motivazione: “Comandante di un reparto di bombardieri a mano, si slanciava per primo in un camminamento austriaco, catturandovi uomini e materiali. Due giorni dopo, accompagnato da soli quattro uomini, irrompeva in un sottopassaggio della ferrovia apprestato a difesa, contro il quale si erano spuntati gli attacchi dei due giorni precedenti, intimando audacemente la resa a ben duecento uomini, che venivano catturati unitamente a due cannoni e ricco bottino di armi e materiale. Più tardi partecipava al passaggio a guado dell’Isonzo, si spingeva in Gorizia e nella stazione innalzava la prima bandiera italiana”.

La medaglia, l’unica peraltro conferita a persona vivente, è stata poi donata dalla moglie Hilde Pramerdorfer alla città l’8 agosto del 1947, ed è conservata in municipio.

In occasione della conferenza stampa di presentazione della cerimonia il manufatto è stato esposto insieme alla bandiera.

Il diario racconto del periodo da lui trascorso tra l’Alto Isonzo, il Carso, l’altipiano di Asiago e il Piave è un prezioso libro di memorie della Grande Guerra.

La cerimonia al Sacrario di Oslavia si svolgerà alla presenza di un picchetto della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli. Sono previsti, tra i momenti più significativi, la lettura de “La preghiera per i Caduti” da parte del presidente della sezione ANA di Gorizia, Paolo Verdoliva, e l’esecuzione di alcuni canti da parte del Coro Monte Sabotino. Interverranno il direttore del Sacrario e il sindaco.

Il termine della cerimonia sarà accompagnato da un minuto di rintocchi della Campana Chiara.