Il lavoro? Sbarca in classe

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Vanni Veronesi

14 Maggio 2014
Reading Time: 4 minutes

Il progetto “Poli&M” dell’ISIT Einaudi Marconi di Staranzano

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Scuola e impresa: al di là dei proclami, puntuali in ogni riforma lanciata dal MIUR, due mondi che continuano a rimanere in gran parte separati. Fa eccezione l’ISIT ‘Einaudi-Marconi’ di Staranzano, che con il progetto Poli&M ha dato vita a un’iniziativa unica in Italia: ecco di cosa si tratta.

Scuola e lavoro: due mondi da unire

Una vita dedicata alla scuola, ma anche una solida carriera di consulente per le aziende di trasporti internazionali: Pier Paolo Misuri, ex docente dell’ISIT ‘Einaudi-Marconi’ di Staranzano, è uno di quei professori che non si accontentano di rimanere chiusi nelle aule. In pensione dal 2008, ha continuato a collaborare con la sua scuola e ora può godere dei risultati raggiunti dal progetto che ha ideato, sostenuto e condotto dal 2011: Poli&M, Progetto Operatori Logistica Internazionale & Management.

Tutto è partito da una semplice constatazione: l’assenza di una formazione scolastica legata al settore della logistica e la conseguente necessità, da parte delle aziende, di istruire i dipendenti sul campo, con inevitabili ritardi e costi aggiuntivi. In un mercato globalizzato, dove importazioni ed esportazioni sono il cardine dell’economia, la richiesta di competenze specifiche in questi ambiti cresce costantemente: di qui l’idea di Poli&M, per venire incontro alle esigenze del mondo del lavoro. Come sottolinea Misuri, «la scuola non conosce le esigenze di un’azienda… e viceversa. Io mi sono trovato in mezzo e questo mi ha permesso di arrivare a un connubio di desideri opposti, grazie al sostegno delle persone giuste nei posti giusti: da una parte il dirigente scolastico, Marco Fragiacomo, e la professoressa Lorella Di Mattia, che da subito hanno creduto nell’iniziativa, oltre ad altri docenti; dall’altra gli operatori del settore, in primis Riccardo Scaramelli, amministratore delegato della Compagnia Portuale di Monfalcone, e Gustavo Caizzi, ex dirigente Fincantieri e past-president del Propeller Club. Senza contare l’appoggio finanziario della Regione, degli Enti locali, della Camera di Commercio di Gorizia, dell’Aeroporto di Ronchi dei Legionari, del Propeller Club, della Compagnia Portuale di Monfalcone e di sponsor privati come la Roiatti di Pordenone, la Trimar di Trieste, la Samer, la Tripcovich, Martinoli, Autamarocchi di Trieste, la Cesped di Udine, la Marmi Vrech di Cervignano, la Alloys Italia e la Cetal di Monfalcone».

La struttura del corso

Poli&M è strutturato in due settori: da una parte quello economico-amministrativo, dedicato all’istruzione delle pratiche e a tutti i complessi aspetti legali del settore, dalle assicurazioni ai sistemi doganali, dal diritto internazionale all’economia bancaria; dall’altra quello industriale-tecnologico, pensato specificamente per i futuri operatori presso porti, interporti, aeroporti e aree logistiche, alle prese con gru, macchine e altri strumenti di carico/scarico e trasporto, con un focus particolare sulla sicurezza e l’igiene navale. Tre anni di formazione e oltre 600 ore di corso, con materie come Rotte logistiche e intermodalità e Strategia del mercato internazionale, oltre alla necessaria dose di informatica e lingua straniera: un’attività che ha impegnato ben 27 fra studenti e studentesse dell’‘Einaudi-Marconi’. Ben felici di mettere in pratica sul campo le nozioni apprese a livello teorico: particolarmente apprezzati, infatti, gli stage presso le dodici aziende del mandamento coinvolte nell’iniziativa e presso il Molo VII di Trieste grazie alla disponibilità della TMT.

Il progetto, tuttavia, non si è limitato alla regione, proprio in virtù della sua vocazione internazionale. Così, allievi e allieve del Poli&M, durante il primo anno di corso, hanno avuto modo di perfezionare il loro inglese a Liverpool, come ci ha raccontato uno di loro, Mattia Piccolo: «Nell’aprile del 2012 abbiamo svolto uno stage linguistico della durata di una settimana: tre ore al giorno in un college assieme a ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. È stata un’occasione unica per confrontarmi con altre nazionalità… e scoprire che, in realtà, noi italiani non siamo messi così male come pensiamo: a parte i giapponesi, che masticano l’inglese in maniera perfetta, siamo allo stesso livello degli altri!»

A Liverpool, inoltre, il gruppo ha visitato il porto cittadino, così come ad Anversa l’anno successivo: «Una struttura enorme – afferma Mattia -, una vera città nella città, con decine di industrie e raffinerie». A Bruxelles, infine, gli allievi del corso hanno potuto esplorare le strutture del Parlamento Europeo, per osservare da vicino il luogo in cui si prendono gran parte delle decisioni che influenzano, fra gli altri, anche il settore dei trasporti e della logistica internazionale. Esperienze, come sottolinea la studentessa Valentina Puntin, «utili e molto interessanti: vedere dal vivo ciò che si studia è tutta un’altra cosa».

Il risultato finale

Il primo ciclo del progetto triennale si è concluso lo scorso marzo, con un esame di due giorni: il primo dedicato alla prova scritta, con una lunga serie di domande a risposta multipla e due domande aperte; il secondo riservato all’orale, con la discussione di una tesina davanti a una commissione formata da insegnanti, imprenditori ed esperti del settore. L’anno prossimo verrà certificato il secondo ciclo; poi, per Poli&M si aprirà una nuova fase, in termini – almeno all’ISIT di Staranzano – di corso post-diploma. Riproporlo in orario scolastico, infatti, appare molto difficile: il costo del progetto, di circa 100.000 euro, non è più sostenibile a causa dei tagli operati dalla Regione (la principale finanziatrice) e dal ridimensionamento del bugdet a disposizione degli sponsor. Eppure, arrivano richieste di ripetere la stessa esperienza – unica in Italia – da Trieste, Venezia e addirittura Genova, la città dove ha sede la Società RINA, leader nei servizi di classificazione navale, certificazione, collaudo e ispezione, che agli studenti del Poli&M ha rilasciato un certificato internazionale spendibile in tutto il mondo, a garanzia dell’eccellente lavoro svolto. Un titolo che, questo è certo, non passerà inosservato quando, al termine della scuola, inizierà la sfida più ardua nella società d’oggi: la ricerca di un lavoro.

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