Come torna il fascismo in Europa
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Conversazione tra Paolo Rumiz e Paolo Rossi e presentazione del libro “Verranno di notte. Lo spettro della barbarie in Europa”
Rumiz e Rossi
Dopo il successo di Canto per Europa, con l’avvicinarsi delle elezioni europee, un pamphlet sul declino dell’Unione, sull’ombra di un fascismo che ha sembianze nuove e avanza non visto, nel mare dell’indifferenza.
Attorno, c’è un mondo in fiamme. Qual è la nostra strada? Qual è la strada dell’Europa?
I pensieri di un europeo visionario angosciato dall’eclissi dell’Unione.
“Di notte passano i clandestini nella foresta sopra casa mia. Talvolta le loro facce mi compaiono alla finestra come l’icona di una Sindone. Di notte si sente un clangore sommesso di lucchetti, spranghe, catenacci, chiavistelli.
Sono i portoni dell’Unione che si chiudono.
Di notte passano convogli militari di mezzi pesanti verso il fronte del Dnepr. Di notte i collezionisti d’armi si trovano in segreto in un ristorante alla periferia di Vienna e si scambiano strumenti e simboli di morte nascosti nei bagagliai delle loro automobili. Di notte ritornano le rune del malaugurio. Di notte topi grossi e feroci entrano nei magazzini fatiscenti della stazione asburgica della mia città, Trieste, e mordono piedi, orecchie e dita delle mani dei migranti attendati lì dentro.
Di notte arriva la polizia, costretta a fare plateali e inutili irruzioni nelle loro tane. Blitz, li chiamano i giornali. Di notte ignoti danno fuoco a un ricovero per richiedenti asilo in un paesino che non fa notizia. Di notte le anime belle dormono nel tepore delle loro case, lontane da tutto questo. Di notte milioni di umani insonni sono inghiottiti dalla rete. Di notte si avverte un suono regolare di risacca. È il mare morto dell’indifferenza.”
Paolo Rumiz
Europa e sovranismi
All’orizzonte, incombe su di noi uno scenario sempre più vicino: un’Europa gestita da antieuropei, per la felicità di America, Russia, Cina eccetera. Una contraddizione, un’accozzaglia di sovranismi destinata a implodere e affondare l’Unione.
Paolo Rumiz ci guida attraverso un movimento tellurico collettivo, carico di memorie e di cattivi presagi: il movimento di un continente che deraglia verso destra. Dunque, esiste ancora l’Europa? E ha davanti a sé un futuro? Sapranno rispondere solo i visionari: coloro che saranno capaci di ritrovare l’Europa vincendo i pregiudizi nazionali.
Capaci di viaggiare lentamente, perché “ti servirà il treno, la corriera, persino la bicicletta, per entrare nella verità dei paesi”.


