ANCI: Ziberna presidente della commissione Politiche comunitarieL’arte di Zec nella chiesa dell’Abbazia di RosazzoGorizia: la casa di riposo diventa “smart”Mobbing: crescono le richieste di aiutoUn documentario per dare voce alle Valli del NatisoneAlfa Mist star di Jazz & Wine of PeaceMele: in FVG raccolto in crescitaArcheologia subacquea: missione friulana a RagusaGorizia: via Boccaccio pronta per Gusti di FrontieraSoftball: Castionese chiamata all’impresa impossibileDanza: Fiumicello in cima al mondoDa Trieste alla TV: concluse le riprese di “Nemo”La Bibbia di Aquileia torna al centro della cultura europeaComunità educanti: mappatura in FVG con le Pro LocoBiodiversità marina: da Trieste la lettura del passatoIntelligenza artificiale: nuova multivisione all’Immaginario ScientificoCanoa San Giorgio: tre onorificenze dal CONILa Nazionale di Volley Sorde protagonista in FVGCervignano: donazioni per gli studenti in difficoltàFondazione Aquileia: Marco Mantini nuovo direttore

Come torna il fascismo in Europa

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 04 Giugno 2024
Orario 5:30 PM – 6:00 PM

Conversazione tra Paolo Rumiz e Paolo Rossi e presentazione del libro “Verranno di notte. Lo spettro della barbarie in Europa”

Rumiz e Rossi
Rumiz e Rossi

Rumiz e Rossi

Dopo il successo di Canto per Europa, con l’avvicinarsi delle elezioni europee, un pamphlet sul declino dell’Unione, sull’ombra di un fascismo che ha sembianze nuove e avanza non visto, nel mare dell’indifferenza.

Attorno, c’è un mondo in fiamme. Qual è la nostra strada? Qual è la strada dell’Europa?
I pensieri di un europeo visionario angosciato dall’eclissi dell’Unione.

“Di notte passano i clandestini nella foresta sopra casa mia. Talvolta le loro facce mi compaiono alla finestra come l’icona di una Sindone. Di notte si sente un clangore sommesso di lucchetti, spranghe, catenacci, chiavistelli.

Sono i portoni dell’Unione che si chiudono.

Di notte passano convogli militari di mezzi pesanti verso il fronte del Dnepr. Di notte i collezionisti d’armi si trovano in segreto in un ristorante alla periferia di Vienna e si scambiano strumenti e simboli di morte nascosti nei bagagliai delle loro automobili. Di notte ritornano le rune del malaugurio. Di notte topi grossi e feroci entrano nei magazzini fatiscenti della stazione asburgica della mia città, Trieste, e mordono piedi, orecchie e dita delle mani dei migranti attendati lì dentro.

Di notte arriva la polizia, costretta a fare plateali e inutili irruzioni nelle loro tane. Blitz, li chiamano i giornali. Di notte ignoti danno fuoco a un ricovero per richiedenti asilo in un paesino che non fa notizia. Di notte le anime belle dormono nel tepore delle loro case, lontane da tutto questo. Di notte milioni di umani insonni sono inghiottiti dalla rete. Di notte si avverte un suono regolare di risacca. È il mare morto dell’indifferenza.”

Paolo Rumiz

Europa e sovranismi

All’orizzonte, incombe su di noi uno scenario sempre più vicino: un’Europa gestita da antieuropei, per la felicità di America, Russia, Cina eccetera. Una contraddizione, un’accozzaglia di sovranismi destinata a implodere e affondare l’Unione.

Paolo Rumiz ci guida attraverso un movimento tellurico collettivo, carico di memorie e di cattivi presagi: il movimento di un continente che deraglia verso destra. Dunque, esiste ancora l’Europa? E ha davanti a sé un futuro? Sapranno rispondere solo i visionari: coloro che saranno capaci di ritrovare l’Europa vincendo i pregiudizi nazionali.

Capaci di viaggiare lentamente, perché “ti servirà il treno, la corriera, persino la bicicletta, per entrare nella verità dei paesi”.