Da Vienna al Friuli, il viaggio dell’allocco degli Urali

imagazine_icona

redazione

9 Ottobre 2023
Reading Time: 2 minutes

Una coppia dei rari esemplari è consegnata alla Riserva di Cornino da ricercatori austriaci: favorirà la diffusione della specie, con la liberazione dei nuovi nati

Condividi

FORGARIA NEL FRIULI – Due esemplari di allocco degli Urali, uno dei più grandi rapaci notturni europei – distribuito dal Giappone alla taiga asiatica e appunto all’Europa, fino all’Italia, dove è presente e nidificante solo in Friuli Venezia Giulia –, sono stati consegnati da ricercatori dell’Università di Vienna alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dove sono stati sistemati in una voliera appositamente predisposta.

Si tratta di soggetti giovani e potenzialmente in grado di nidificare: Franz, un maschio di 6 anni, è nato nello Zoo di Ostrava (Repubblica Ceca), mentre la femmina, Sissi, è nata quest’anno nel Parco Zoologico di Cracovia (Polonia).

Dopo la reintroduzione della specie nei boschi della Baviera, anche in Austria è stato perfezionato, fra il 2006 e il 2008, un progetto basato su una metodologia originale, rivelatasi vincente: tenere le coppie dei rapaci in zoo o in centri specializzati, in apposite voliere, e liberare poi i giovani nati. Vengono utilizzate procedure specifiche, atte a ottenere individui in grado di adattarsi alla vita selvatica (dunque con un minimo contatto con l’uomo) e a garantire una popolazione con un’adeguata variabilità genetica. Responsabile del progetto è il dottor Richard Zink, della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Vienna.

Ogni anno vengono liberati alcuni giovani (la prima liberazione, nei boschi di Vienna e nella Riserva forestale Duerrenstein, risale al 2009), che dopo un certo periodo iniziano a formare coppie territoriali nidificanti, destinate ad aumentare progressivamente e ad occupare territori sempre più ampi.

La popolazione di allocchi degli Urali conta attualmente almeno 50 coppie riproduttive, su un totale di circa 500 esemplari liberati; ulteriori 50 coppie, che continuano a riprodursi, sono ospitate in varie strutture.

«Un progetto che coinvolge prestigiose realtà europee, tra cui la Riserva naturale regionale del lago di Cornino, la quale ha in questo modo l’opportunità di partecipare a un piano di conservazione all’avanguardia», commenta il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero, che ha accolto i nuovi arrivati insieme al vicesindaco di Forgaria, Luigino Ingrassi, al presidente della Cooperativa Pavees (che gestisce il sito protetto) Luca Sicuro, alla vicepresidente Sabrina Martinelli e allo staff della Coop.

«È nostra intenzione – conclude il vicesindaco Ingrassi – coltivare e potenziare i rapporti transfrontalieri con realtà di spicco quali l’Università austriaca, in modo da far crescere, ancor più, la conoscenza di una progettualità dall’alta valenza scientifica».

 

Condividi