JavaScript is required for our tabnav accessibility widget to work properly. Chiara Carminati: ogni volta che parti

Chiara Carminati: ogni volta che parti

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A breve uscirà il suo nuovo testo poetico. Intanto la scrittrice udinese continua a fare incetta di premi e menzioni nell’ambito della letteratura per ragazzi. Sperimentando ogni giorno nuove vie nel racconto in prosa e poesia

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Chiara Carminati photo

Chiara Carminati

UDINE – La scrittrice udinese Chiara Carminati è senza ombra di dubbio alcuno una delle autrici più interessanti e apprezzate del panorama della letteratura per ragazzi non solo in Italia, ma anche all’estero.

Poliedrica autrice, con uno spiccato istinto per la sperimentazione, per la ricerca di nuove vie nel racconto si esprime in prosa e in poesia, per il gusto di comporre progetti di cesellata parola in dialogo non solo con l’illustrazione ma anche con la fotografia e la musica.

Due volte premio Premio Andersen, miglior scrittrice nel 2012, e premio della giuria nel 2015, Premio Strega ragazzi nel 2016 e Premio Letterario Camaiore nel 2018. Romanziera, poetessa, traduttrice e formatrice è anche competente promotrice della lettura nelle biblioteche, scuole e istituzioni culturali.

Il 2024 è stato un anno di grandi soddisfazioni, iniziato con il successo di pubblico e critica del romanzo di ambientazione storica “Nella tua pelle” (Bompiani), ispirato alle storie di bambine e bambini che, nati fuori del matrimonio da violenze perpetrate durante la Grande Guerra, trovarono protezione, istruzione, amore e amicizia nell’Istituto per i figli della guerra di Portogruaro.

Orfani con due padri, separati dalle madri, ignorati dai padri naturali e respinti da quelli putativi, accolti da religiosi illuminati.

Ultima pubblicazione dell’anno “Batticuore” (Lapis Edizioni), poesie in dialogo e gioco con le immagini del fotografo Massimiliano Tappari.

«Questo nuovo lavoro – spiega l’autrice – è il fratellino del precedente “Cerca cerchi” (Lapis Edizioni).

Gli scatti di Massimiliano non sono scontati, ma anzi sono le sorprese di forme involontarie, per nulla prevedibili o melense a cuore che la natura disegna, ma anche che l’occhio crea e vede. Le mie parole le uniscono in famiglie, trovando legami comuni, quasi un catalogo di emozioni», come il coraggio, la generosità, la purezza e lo stupore».

Quali sono invece i programmi per il 2025?

«Ad aprile sarà in uscita un progetto di scrittura poetica in tre lingue ispirato da 30 parole di tre poeti. Con me il francese Bernard Friot e la franco-americana Susie Morgenstern, per scritture in piena libertà di ritmi, stili e temi. Un progetto matto ma bellissimo che è sostenuto dall’Editore Pension Lepic nella veste anche di libraio della storica libreria “Pel di Carota” di via Boccalerie 29 a Padova. Un libro realizzato con maestria grafica nell’originale e sorprendente impaginazione di Fausta Orecchio, editrice di “Orecchio acerbo”. Meravigliosa Fausta, così rispettosa delle nostre parole, capace di un tocco minuscolo e discreto che crea giochi attorno alla numerazione delle pagine».

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Chiara Carminati con il fotografo Massimiliano Tappari

Siamo curiosi, ci racconti qualcosa di più di questo libro “matto”…

«Sono 90 poesie nate sulle suggestioni, pensieri e suoni di parole proposte a turno, 10 per ognuno di noi. Scritte nelle lingue originarie, senza traduzione, lette e ascoltabili attraverso dei QRcode. Rispetto totale e assoluto della musicalità della lingua, con illustrazioni di Vittoria Facchini. Anche nell’impaginazione sono originalissime in quanto le parole dialogano con lo spazio della pagina, posizionandosi in punti diversi, creando un ulteriore piano di dialogo con il testo».

Ci faccia un esempio.

«Il corpo della poesia può essere allineato a sinistra, poi centrato e poi tornare ad allinearsi a destra».

Quasi una scrittura futurista?

«Non così audace, ma sicuramente con un rapporto particolare con lo spazio bianco della pagina».

A quale fascia di età sono destinate?

«Sono godibili sia per ragazzi che per adulti, noi crediamo che siano alla portata già di lettori dagli 11 anni in su».

Che metrica seguono e quali canoni espressivi?

«Piena e assoluta libertà per tutti noi, senza standard di lunghezza o metrica. Bernard ama versi molto lunghi, Susie cortissimi, io sono senza regole. Ogni poesia è diversa dalle altre e varia anche la composizione del verso. Possono essere 8 o 12 sillabe così come versi liberti. I temi sono anche molto vari e il ritmo naturalmente rappresenta la musicalità della lingua. Ci sono componimenti super ritmati, precisi, soprattutto quelli inglesi, altri sciolti, con sillabe classiche. Anche la lunghezza delle strofe è libera e varia, fa risuonare anche il silenzio e gli spazi attorno a ogni parola».

Come è nato questo libro così particolare?

«Dall’amicizia fra i due colleghi che poi mi hanno accolta nel loro gioco creativo. Un’esperienza unica che non vediamo l’ora di condividere con i lettori di Paesi diversi nel mondo».

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Chiara Carminati con lo scrittore Bruno Tognolini

Ci racconti una sua poesia.

«Sono affezionata a una in particolare scaturita dalla parola “meraviglia”. La definirei descrittiva e sicuramente la più lunga di quelle da me composte: è il racconto onirico della statuina del presepe chiamata “il meravigliato”, colui che non porta doni, se non il suo stupore davanti alla nascita del Bambino Gesù. Forse un poco folle nella sua assenza di legami con la realtà, ma non è forse folle lo sguardo del poeta del mondo?»

Quando presenterete il libro?

«Nei programmi dell’editore dovrebbe essere per la Fiera di Bologna in programma dal 31 marzo al 3 aprile, vetrina di assoluto prestigio della 62ª edizione del Children’s Book Fair».

In aprile si conoscerà il vincitor del premio Campiello junior e lei fa parte della terna finale con “Nella tua pelle”.

«Sono già molto contenta di questo risultato. Sarà emozionante seguire lo spareggio che verrà trasmesso in diretta sui social del premio».

Sempre in aprile ci sarà un’altra importante premiazione che la vede protagonista a livello internazionale.

«Anche quest’anno sono felice e orgogliosa di essere nella shortlist dell’Astrid Lindgren Memorial Award – ALMA, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi che comprende 250 autori di tutto il mondo fra i quali verrà scelto il vincitore. Un’emozione che ho avuto modo di provare già lo scorso anno».

ChiaraGiovanna Mestre
Carminati con Giovanna Pezzetta alla presentazione di Rime per le mani di cui sono coautrici

A breve che cosa bolle in pentola?

«L’uscita per i tipi di Lapis di “Ogni volta che parti”, un testo poetico in dialogo con le fotografie di Massimiliano Tappari. Si parla di affetti lontani dei quali si racconta la tristezza di chi resta nel momento del distacco, il ricordo del tempo che passa e l’attesa del ritorno. Una fusione di sentimenti, emozioni e desideri espressi dalle parole e dalle immagini che interagiscono, evocative e immaginifiche, struggenti, consolatorie e gioiose».

È tutto?

(Sorride, n.d.r.) «A maggio uscirà la riedizione del volume “Parto”, sempre per Lapis, mentre ancora a Bologna presenterò una raccolta di poesie dedicate agli animali con immagini dell’illustratrice udinese Pia Valentinis, realizzate su piastrelle di ceramica».

Il suo primo libro è uscito nel 2000; come è cambiata Chiara Carminati in questi anni?

«Non saprei dirlo, agli altri rilevarlo. Io non guardo mai oltre i miei piedi, come quando si cammina in montagna gli occhi vanno tenuti sul sentiero. Sono concentrata di volta in volta sul singolo progetto.  Lavorare sulla qualità dell’ora e dell’adesso paga sempre».

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