JavaScript is required for our tabnav accessibility widget to work properly. Burlo, nuova strumentazione per lo studio del fegato

Burlo, nuova strumentazione per lo studio del fegato

imagazine_icona

redazione

10 Ottobre 2023
Reading Time: 2 minutes

Grazie a una donazione l’IRCCS triestino è una delle prime strutture in Italia ad aver acquisito l’avanzato strumento diagnostico a ultrasuoni

Condividi
54667 1

TRIESTE – Grazie a una donazione di 44.500 euro effettuata dalla Beneficentia Stiftung di Vaduz (Liechtenstein), il Burlo Garofolo è una delle prime strutture in Italia ad aver acquisito un Fibroscan, avanzato strumento diagnostico a ultrasuoni.

Alla sua presentazione sono intervenuti il direttore amministrativo del Burlo, Serena Sincovich, e Francesco Slocovich membro dell’International advisory board della Fondazione in rappresentanza del dottor Peter Goop presidente del consiglio di Fondazione della Beneficentia Stiftung. Presenti, in rappresentanza dei clinici che utilizzeranno la nuova apparecchiatura, anche il professor Egidio Barbi, direttore della Clinica Pediatrica, Grazia Di Leo, responsabile della Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica, e Chiara Zanchi, dirigente medico della Gastroenterologia.

«Attraverso lo sviluppo della digitalizzazione in sanità – ha dichiarato il direttore generale dell’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo”, Stefano Dorbolò – il futuro della medicina si sta sempre più delineando facendo emergere gli aspetti positivi dell’alleanza uomo/macchina. Grazie a questa importante donazione l’Istituto si è potuto dotare di una tecnologia all’avanguardia in grado di dare risposte atte a evitare procedure più invasive a beneficio in primis del paziente che non dovrà subire conseguenze post-operatorie, ma anche dell’intera collettività in termini di uso efficiente delle risorse disponibili».

Il Fibroscan (o elastografia epatica) consente un esame diagnostico per la valutazione della fibrosi epatica, la cicatrizzazione che può provocare la cirrosi epatica e che è conseguenza di malattie epatiche, anche nei bambini.

Nello specifico lo strumento è composto da una sonda a ultrasuoni montata su un sistema vibrante, simile a quello dell’ecografia che, posizionata sulla cute della parte destra del torace, genera un impulso che emette ultrasuoni (onde elastiche) che attraversano la struttura epatica (il fegato) e ne verificano l’elasticità. La sonda è, poi, collegata a un computer che calcola la velocità con cui le vibrazioni raggiungono il fegato e le traduce in un numero: più il fegato è danneggiato, quindi “meno elastico”, più il numero registrato aumenta.

«Il Fibroscan – ha chiarito la dottoressa Di Leo – è un esame non invasivo, non pericoloso e del tutto indolore, ma molto utile per monitorare la progressione del danno epatico. Questo apparecchio, ormai diffuso nell’ambito del paziente adulto, non è così comune nei centri pediatrici, tanto che i bambini devono essere inviati a strutture dell’adulto per eseguire questo tipo di esame. In Italia siamo tra i primi centri pediatrici ad acquisire questa tipologia di strumento e ciò ci permetterà di evitare il ricorso a biopsie epatiche (comunque invasive) in molti bambini, seguiti presso il nostro Istituto per alterazioni epatiche in malattie epato-biliari croniche, infiammatorie, nella fibrosi cistica, nei pazienti oncologici e nei trapiantati di midollo».

 

Visited 220 times, 1 visit(s) today
Condividi