JavaScript is required for our tabnav accessibility widget to work properly. A Saciletto per celebrare Sant'Antonio

A Saciletto per celebrare Sant’Antonio

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Dopo la liturgia nella cappella, tutta la comunità rudese si è ritrovato nello scenario del castello

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RUDA – È una tradizione antica che si perde nella notte dei tempi.

I residenti con qualche primavera in più ricordano che, fin da piccoli, ogni 13 giugno si celebrava la messa nella cappella di Saciletto dedicata a Sant’Antonio da Padova. Anche quest’anno, grazie alla consueta e generosa ospitalità dei signori Claudio Fedalto e Chiara Volpato, la comunità ha potuto riunirsi in questo luogo sacro per assistere alla funzione.

La chiesetta, essendo piccola, si è riempita in un attimo, ma molti fedeli sono arrivati da tutta l’Unione Pastorale “Ruda, Perteole e Saciletto”: un’occasione unica per partecipare alla celebrazione nella chiesetta di Sant’Antonio.

A celebrare il rito, oltre all’amministratore parrocchiale don Manuel Millo, è arrivato don Gioacchino Raugna (don Chino). Erano presenti anche due giovanissimi ministranti, mentre il coro unito ha animato l’intera funzione religiosa con i suoi canti.

Vista la grande quantità di persone che affollavano il piazzale antistante la chiesetta, don Manuel ha voluto impartire la benedizione finale all’esterno, in modo che tutti potessero parteciparvi.

Anche il sindaco, Franco Lenarduzzi, ha preso la parola per portare un messaggio alla comunità.

Al termine della celebrazione, tutti i presenti sono stati invitati nel suggestivo scenario del castello per un momento conviviale.

Il rinfresco offerto ha così coronato una serata speciale, trasformando l’antica tradizione in una splendida occasione di incontro, condivisione e autentica fraternità paesana.

Il complesso del Castello di Saciletto (noto anche come Palazzo D’Angeri – Pilo di Boyl) ospita l’adiacente cappella gentilizia dedicata a Sant’Antonio da Padova.

Situato nel centro della frazione ed edificato a cavallo tra il tardo Seicento e i primi anni del Settecento, il complesso presenta una pianta poligonale irregolare. La facciata è caratterizzata da lesene angolari e da un portale sormontato da un timpano spezzato e da uno stemma nobiliare, affiancato a sua volta da due nicchie ad arco.

All’interno, la chiesetta custodisce un altare in marmo risalente al Seicento e due statue lignee, l’una raffigurante Sant’Antonio e l’altra la Madonna.

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