Giovanni Cosolo: il fascino dei fumetti
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Dopo la nascita del figlio realizzò un murale nella sua stanza con i personaggi preferiti dei cartoni animati. E da allora non ha più smesso. «Il mio prediletto? Lupin III»
Giovanni Cosolo
TERZO DI AQUILEIA – La casa di Giovanni Cosolo a Terzo di Aquileia sembra uno studio della Disney. Anche se in realtà i soggetti da lui disegnati per passione arrivano fino alla tradizione cartoonistica giapponese.
Da Braccio di Ferro a Sampei, da Omer Simpson a Minnie e Topolino, passando per Batman fino a Willy il Coyote e Beep Beep.
Tra tutti questi storici personaggi di cartoni animati, qual è il suo preferito?
«Il mio cartone animato preferito è stato da sempre Lupin III. Per la sua personalità, per la sua simpatia, per il suo temperamento e per tutto il gruppo di personaggi che, stando al suo fianco, danno vita alle sue avventure. Per me è un’opera d’arte sotto tutti i punti di vista: la grafica, i volti dei protagonisti, le storie raccontate. Un capolavoro totale. Senza tuttavia togliere nulla alla bravura e alla bellezza di tanti altri grandi e immensi artisti».
Con quale tecnica realizza i suoi lavori?
«La tecnica che uso nel dipingere è a pennello, acrilico su tela. Inizialmente eseguo un bozzetto a matita del soggetto da dipingere, questo per garantirmi che le proporzioni siano giuste. Poi in un secondo tempo inizio il lavoro vero e proprio, utilizzando i colori e modificando gli stessi in corso d’opera fino a raggiungere il risultato da me desiderato. Una volta ultimato il lavoro applico sul dipinto due o tre mani di vernice satinata protettiva finale, lucida o opaca, che oltre a proteggere la tela ravviva i colori. E il gioco è fatto».
Com’è nato questo suo percorso?
«Ho da sempre avuto la passione per il disegno. Inizialmente li eseguivo in bianco e nero su semplici fogli di carta. Poi, con la nascita di mio figlio, mi è venuta in mente l’idea di realizzare dei murales nella sua cameretta, con protagonisti i personaggi da lui preferiti, rendendo così la stanza più accogliente e colorata».
Una scelta azzeccata…
«Mio figlio la apprezzò molto e così da quel momento non mi sono più fermato, decidendo di trasferire questa mia passione anche su tela».
Prima abbiamo parlato del suo cartone preferito. Come sceglie quale fumetto riprodurre?
«Per quanto riguarda i fumetti mi affascinano tutti: ogni personaggio ha la sua personalità, la bravura e la tecnica di chi li esegue. Per questo motivo non me la sento di fare distinzioni. L’arte è bella sotto tutte le forme, ognuno la esprime a proprio piacimento e per questo la ritengo una cosa fantastica e magica».
Qual è il cartone o il fumetto che non ha ancora riprodotto ma che vorrebbe realizzare?
«Sono innumerevoli i personaggi che non ho eseguito, alcuni perché troppo difficoltosi per le mie capacità. Magari un domani ci proverò, ma credo sia importante ammettere i propri limiti, altrimenti non sarebbe più una passione ma un’ossessione».
Lupin III riprodotto da Giovanni Cosolo (ph. Claudio Pizzin)
Lei dipinge a mano libera mentre i fumetti e cartoni di oggi vengono elaborati da avanzati programmi di grafica. Una sfida impari?
«Di sicuro la tecnologia dà una mano importante, ma credo fondamentalmente che gli artisti, quelli immensi, continuino a usare la mente e le loro mani per creare i capolavori che noi tutti abbiamo l’onore di osservare e apprezzare».
Cosa prova mentre disegna?
«Disegnare per me è molto importante, come una terapia. Mi aiuta a staccare la mente dalle problematiche che la vita quotidianamente ci sbatte in faccia. Mi aiuta a staccare la spina, a ricaricarmi e darmi la forza di non mollare mai: e non è poco. Credo che chiunque debba coltivare una passione, non importa se si avrà successo, l’importante è fare qualcosa che ci faccia star bene e ci dia un minimo di serenità».


