Fecondazione in vitro: al Burlo strumenti all’avanguardia
Tempo di lettura: 2 minuti
Donato un nuovo micromanipolatore di ultima generazione: sarà utilizzato per eseguire al microscopio movimenti di estrema precisione
Da sinistra Colugnati, Ricci, Tosolini e Riccardi
TRIESTE – Presentato nella sala del Consiglio dell’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo” il nuovo micromanipolatore di ultima generazione Integra 3 Thermosafe con microscopio Ti2-U, del valore di 75mila euro.
Lo strumento è stato donato dall’Associazione Solidea Odv di Romans d’Isonzo alla Struttura di Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Procreazione Medicalmente Assistita dell’Istituto diretta dal professor Giuseppe Ricci.
La Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Pma del Burlo Garofolo si occupa delle problematiche relative alle difficoltà di concepimento o di poliabortività, erogando tutte le più avanzate prestazioni di diagnostica e trattamento dell’infertilità di coppia, secondo i migliori standard internazionali.
Le aree di eccellenza riguardano la fecondazione in vitro, la micromanipolazione dei gameti, la crioconservazione e l’utilizzo dei prelievi testicolari.
Ogni anno la struttura esegue oltre 250 cicli di fecondazione assistita di I livello e oltre 450 cicli di II livello, di cui 15% di fecondazione eterologa con donazione di ovociti o spermatozoi.
I volumi di attività hanno registrato una crescita negli ultimi anni, superando le 6.800 prestazioni nel 2024.
Il 28% delle coppie che accedono alla Burlo proviene da aziende extra Asugi, con un 20% di provenienza regionale e un 8% extra regionale.
La struttura, inoltre, garantisce i percorsi di oncofertilità, per la preservazione dei gameti femminili e maschili in pazienti oncologici ed è attivo un ambulatorio dedicato alle problematiche riproduttive delle donne con tumore mammario.
«Il micromanipolatore – ha spiegato il professor Ricci – è uno strumento fondamentale per il laboratorio di fecondazione in vitro, un dispositivo complesso che consente di eseguire al microscopio movimenti di estrema precisione tali da non poter essere eseguiti a mano libera».
«In particolare – ha sottolineato – è utilizzato per la tecnica Icsi, in cui si inserisce un unico spermatozoo all’interno dell’ovulo per ottenere un embrione da trasferire successivamente in utero. Sia l’ovocita che lo spermatozoo sono visibili solo al microscopio, per cui per compiere le procedure della Icsi è necessaria questa strumentazione».
«Un altro utilizzo del micromanipolatore – ha concluso Ricci – è per la diagnosi pre-impianto ossia una forma molto precoce di diagnosi prenatale, che consiste nel prelevare una o più cellule dalla blastocisti e analizzarle per escludere la presenza di anomalie genetiche».
Alla presentazione sono intervenuti anche il presidente di Solidea Odv, Pietro Colugnati, il direttore generale del Burlo, Francesca Tosolini, e l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi.


