Peripheral Memories
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A Trieste una mostra tra arte, memoria industriale e territorio nella filiera del legno del Friuli Venezia Giulia
Una foresta nel cuore della città per raccontare il legame tra arte contemporanea, lavoro, paesaggio e memoria.
Sarà visitabile da lunedì 8 giugno fino al 31 agosto negli spazi di Foresta in Città di via Giusto Muratti 1 a Trieste la mostra Peripheral Memories, esito dell’omonimo progetto di residenze artistiche internazionali promosso dall’Associazione IoDeposito ETS.
La mostra trova casa in una location particolarmente significativa, uno spazio espositivo e interattivo dedicato alla valorizzazione del patrimonio forestale regionale e della cultura del legno, realizzato dal Cluster Legno Arredo e Sistema Casa FVG con la Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Legno Servizi – Cluster Forestale FVG.
Nato nel 2020 e sostenuto dalla Regione e dalla Fondazione Carigo, Peripheral Memories rappresenta una delle progettualità pluriennali più significative sviluppate da IoDeposito per creare relazioni tra artisti internazionali e tessuto produttivo regionale.
Nel corso degli anni il progetto ha dato vita a oltre venti opere tra installazioni, interventi di land art e lavori multimediali, costruendo un dialogo originale tra memoria industriale, sostenibilità e identità territoriale.
Gli artisti coinvolti vivono infatti un’esperienza immersiva all’interno di aziende, aree produttive e contesti naturali, osservando processi, incontrando lavoratori e comunità e trasformando questa esperienza in opere site-specific.
L’esposizione triestina raccoglie gli esiti delle più recenti residenze artistiche e delle ricerche sul campo realizzate da Marta Azparren, Guido Mitidieri, Nemanja Milenković e Yilin Zhu, protagonisti di un percorso che attraversa idealmente l’intera filiera del legno regionale, dalle aree boschive alle lavorazioni industriali.
Al centro della mostra vi è il lavoro della visual artist spagnola Marta Azparren, sviluppato durante la residenza presso un’azienda di arredo di alta gamma di San Giovanni al Natisone. Attraverso l’osservazione dei gesti ripetitivi della produzione e l’utilizzo di particolari strumenti applicati ai guanti da lavoro, l’artista ha trasformato il legno in un archivio materiale della memoria del lavoro umano, restituendo visibilità a movimenti e competenze spesso destinati a rimanere invisibili.
Accanto a questa ricerca trovano spazio il percorso dell’architetto e artista concettuale Guido Mitidieri che esplora il rapporto tra comunità e paesaggio, che avrà il suo sviluppo finale a metà con un’opera di land art sulle rive dell’Isonzo in località Sagrado.
Le riflessioni sull’equilibrio tra uomo e natura dell’artista serbo Nemanja Milenković; e il lavoro della sound artist Yilin Zhu, che attraverso installazioni sonore generate con l’intelligenza artificiale rielabora i rumori delle lavorazioni industriali e i suoni del bosco, restituendo una nuova dimensione sensibile al patrimonio immateriale del lavoro.
Attraverso opere materiche, fotografiche, video e sonore, Peripheral Memories propone una riflessione sul ruolo dell’essere umano nei processi produttivi contemporanei, sospesi tra tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica.
Un progetto che guarda alla transizione ecologica non solo come sfida industriale, ma anche culturale, riaffermando il valore della memoria, del gesto e delle relazioni tra persone, imprese e territorio.
La mostra Peripheral Memories sarà visitabile a ingresso libero fino al 31 agosto negli spazi di Foresta in Città a Trieste dal lunedì al venerdì in orario 10.00-13.00 | 14.00-17.00. L’ingresso è gratuito.


