Le foto di Enrico Sverzut esposte a Cervignano
Tempo di lettura: 2 minuti
Marmi Vrech ospita la mostra del proprio dipendente: sei scatti per descrivere la varietà e bellezza del Friuli Venezia Giulia
Alla fine del giorno, Laguna di Grado. Uno degli scatti di Enrico Sverzut in mostra
Marmi Vrech inaugura presso la sede di Cervignano del Friuli la mostra fotografica “Friuli Venezia Giulia. Terra che ispira” dedicata al Friuli Venezia Giulia, ospitata negli spazi della reception aziendale.
La mostra raccoglie sei scatti fotografici realizzati da Enrico Sverzut, dipendente di Marmi Vrech, che attraverso il suo obiettivo racconta la varietà e bellezza della regione: dal mare alla montagna, dai fiumi alle cascate, passando per paesaggi naturali e scenari che rappresentano l’anima autentica del Friuli Venezia Giulia.
Questa iniziativa nasce dalla volontà dell’azienda di valorizzare le persone che ne fanno parte, riconoscendo l’importanza delle passioni individuali come elemento fondamentale di crescita personale e collettiva.
Le fotografie resteranno esposte dal 23 dicembre al 31 marzo. Chiunque fosse interessato a visionare la mostra è pregato di contattare la segreteria allo 0431 32885 per registrare l’accesso.
Le sei fotografie riprendono sei aree simboliche della regione, che insieme compongono un viaggio visivo capace di restituire la complessità e la bellezza di una terra unica, dove il mare incontra la montagna, i fiumi scavano la storia e la natura convive con il lavoro dell’uomo.
L’interesse di Enrico Sverzut per la fotografia nasce in giovane età, osservando il padre alle prese con le macchine fotografiche analogiche. Negli anni Novanta, con l’avvento dei primi modelli di fotocamere digitali, questa curiosità iniziale si trasforma progressivamente in una vera e propria passione.
Nel 2010 intraprende un percorso di formazione iscrivendosi a un corso di fotografia, approfondendo tecnica e linguaggio visivo. Amante della natura e degli animali, orienta naturalmente la propria ricerca fotografica verso il paesaggio e l’avifauna, ambiti nei quali trova la massima espressione del suo sguardo.
La fotografia diventa per lui un’occasione di osservazione lenta e consapevole: lunghe passeggiate in solitaria, alle prime luci dell’alba o prima del calar del sole, gli permettono di entrare in relazione con l’ambiente naturale, coglierne il silenzio e l’equilibrio, e tradurli in immagini essenziali e sincere.
Questi momenti rappresentano anche una pausa dalla quotidianità lavorativa, uno spazio personale di riflessione e concentrazione, in cui il tempo si dilata e lo sguardo si affina.
Le fotografie esposte in questa mostra sono il risultato di queste esperienze: frammenti di paesaggio e di luce che raccontano un territorio osservato con rispetto, attenzione e profondo senso di appartenenza.


