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L’Austria, la Grande Guerra e l’Italia

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 11 Marzo 2026
Orario 5:30 PM
Organizzatore Cervignano del Friuli

A Cervignano una conferenza per ricordare la figura di monsignor Francesco Borgia Sedej. A cura di Ivan Portelli

2026 Locandina Francescp Borgia Sede 11 marzo 1

Un pastore tra due epoche, un testimone fermo di fronte alle macerie della Grande Guerra e ai mutamenti dei confini.

Mercoledì 11 marzo, alle ore 17.30, la Sala Don Bosco del Ricreatorio San Michele (via Mercato, 1) a Cervignano del Friuli ospiterà la conferenza dedicata alla figura di monsignor Francesco Borgia Sedej, arcivescovo di Gorizia dal 1906 al 1931.

L’incontro, dal titolo “L’Austria, la Grande Guerra e l’Italia: una Chiesa e il suo vescovo in un momento di grandi cambiamenti, tra testimonianza di fede, tragedie collettive e difesa dei propri diritti“, vedrà come relatore lo storico Ivan Portelli, dell’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia.

Al centro dell’analisi, il complesso ministero di Sedej: un uomo chiamato a guidare la diocesi goriziana nel passaggio traumatico dall’Impero Austro-Ungarico al Regno d’Italia.

Il suo episcopato non fu solo una missione spirituale, ma una strenua difesa dei diritti della propria gente e delle diverse anime linguistiche del territorio, in un’epoca segnata da tragedie collettive e aspre tensioni politiche.

L’evento non sarà solo una lezione di storia, ma un momento di riflessione comunitaria arricchito dagli interventi musicali di Davide Cibic, che accompagneranno la narrazione dei fatti storici.

L’iniziativa nasce dalla sinergia tra diverse realtà del territorio: è organizzata dal Civico Museo Archeologico e Storico di Cervignano, in collaborazione con la Parrocchia di San Michele Arcangelo e con il patrocinio del Comune di Cervignano del Friuli.

Colto, poliglotta e profondamente leale alle proprie radici, mons. Francesco Borgia Sedej (1854-1931) è stato l’uomo che ha guidato la Chiesa goriziana attraverso il trauma della Grande Guerra e il crollo dell’Impero Asburgico.

Formato all’Augustineum di Vienna, divenne Arcivescovo di Gorizia nel 1906, distinguendosi per un’azione pastorale moderna: promosse l’arte sacra, la liturgia e l’educazione dei giovani. Durante il conflitto, interpretò la guerra come “flagello divino”, assistendo i profughi e difendendo il clero dalle accuse militari.

Con l’annessione di Gorizia all’Italia, Sedej si trovò a essere l’ultimo baluardo contro la snazionalizzazione fascista.

Nonostante le campagne denigratorie del regime, difese strenuamente i diritti dei fedeli sloveni e italiani, fedele a una visione universale della Chiesa. Isolato e privo del sostegno della Santa Sede, rassegnò le dimissioni nell’ottobre 1931, spegnendosi poche settimane dopo.

La sua figura resta il simbolo di una fede che non si piega ai nazionalismi.

Livio Nonis