La forza dirompente dell’adolescenza
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A Pordenone in esclusiva regionale "Risveglio di Primavera": 19 brevi scene dal ritmo travolgente dedicate al conflitto generazionale
Un magnifico testo dei primi del Novecento, in esclusiva per il Friuli Venezia Giulia e per il Veneto, spicca venerdì 11, sabato 12 (ore 20.30) e domenica 13 aprile (alle 16.30) sul palcoscenico Teatro Verdi di Pordenone.
“Risveglio di primavera”, di Frank Wedekind – una co-produzione di Teatro Stabile di Bolzano con lo Stabile di Torino nell’adattamento e la regia di Marco Bernardi – è un vero e proprio simbolo della condizione giovanile, testo che ha visto infinite edizioni e riscritture, tra cui anche “L’attimo fuggente”, memorabile film di Peter Weir.
Lo spettacolo è un intenso e inimitabile viaggio nel cuore dei giovani e delle loro speranze, spesso tradite.
In 19 brevi scene dal ritmo travolgente con una struttura simile a quella del montaggio cinematografico, un Wedekind appena ventiseienne racconta con sorprendente forza drammatica l’eterno conflitto tra adolescenti e adulti.
E non si fa mancare nulla: dalla scoperta del sesso alle difficoltà di comunicazione, dall’importanza dell’amicizia alla struggente speranza di dare un senso alla vita, dallo smarrimento nella ricerca della propria identità alla paura del primo amore.
La forza dirompente dell’adolescenza e il conflitto generazionale sono i temi centrali della messa in scena di Bernardi, che dirige una compagnia di 14 attori (Giacomo Albites Coen, Giovanni Battaglia, Patrizia Milani, Bianca Castanini, Giovanna Rossi, Giovanni Cannata, Pietro Landini, Sebastian Luque Herrera, Edoardo Rossi, Pietro Landini, Giacomo Toccaceli, Matilde Bernardi, Emma Francesca Savoldi, Giovanni Battaglia, Matilde Bernardi, Emma Francesca Savoldi, Max Meraner, Sebastian Luque Herrera, Giacomo Toccaceli, Fabrizio Contri, Edoardo Rossi, Fabrizio Contri), dieci dei quali sono giovani, selezionati in tutta Italia in oltre cento provini.
Il regista li guida attraverso i vertiginosi cambi di registro di Wedekind, nell’alternarsi continuo di scene comiche e drammatiche, nel rapido passaggio tra un quadro e l’altro, da un dialogo a un monologo, da una situazione all’altra, seguendo l’acuta e ostinata ricerca della verità che caratterizzano l’autore.
Questa rilettura è ispirata a un altro grande artista contemporaneo di Wedekind, il pittore di Ostenda James Ensor, con le sue maschere misteriose e grottesche. Oltre a un’assoluta libertà creativa, li accomuna il bisogno di esprimersi con registri stilistici apparentemente opposti: da un lato un’intensa vena drammatica, dall’altro una specie di ansia dello sberleffo, una macabra vena farsesca.
Info e biglietti: www.teatroverdipordenone.it


