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Il Crocifisso svelato

Tempo di lettura: 5 minuti

Data 28 Aprile 2026 – 28 Giugno 2026
Organizzatore Cividale del Friuli

A Cividale la presentazione e l'esposizione della scultura lignea recentemente riconosciuta nella cappella funeraria del cimitero maggiore

crocifisso Luca Laureati per il Comune di Cividale
(ph. Luca Laureati)
(ph. Luca Laureati)

 

“Il Crocifisso svelato. La scoperta di una scultura medievale”. Questo è il titolo del seminario di studi scientifici e della presentazione pubblica del Crocifisso ligneo medievale recentemente riconosciuto nella cappella funeraria del cimitero maggiore di Cividale del Friuli, due appuntamenti che comporranno una vera e propria giornata-evento per la città di Cividale del Friuli che si terrà martedì 28 aprile 2026 all’interno del Monastero di Santa Maria in Valle.

L’organizzazione è del Comune di Cividale del Friuli, assessorati al Patrimonio e all’Unesco, col sostegno economico della Regione Friuli Venezia Giulia, con la curatela scientifica di Luca Mor.

Nella Chiesa di San Giovanni del Monastero suddetto, accanto al celeberrimo Tempietto Longobardo, il seminario verterà sulla storia, diagnostica e urgenze di restauro di questa scultura lignea monumentale esposta per la prima volta dopo il rinvenimento; i lavori inizieranno alle ore 10 in seduta antimeridiana e alle ore 14 in seduta pomeridiana e vedranno la partecipazione di illustri studiosi, tra cui restauratori, diagnosti, ricercatori e storici dell’arte.

Alle ore 18 spazio all’evento pubblico: sempre all’interno della Chiesa di San Giovanni l’Amministrazione Comunale presenterà ufficialmente l’opera riscoperta con il saluto delle autorità, l’introduzione di Luca Mor e la successiva visita al Crocifisso.

La scultura rimarrà esposta nella sala refettorio del Monastero di Santa Maria in Valle fino al 28 giugno 2026 e diventerà pertanto la protagonista del XV° anniversario dell’ingresso nell’UNESCO dei beni longobardi nazionali (l’opera sarà visibile tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18; l’ingresso è compreso nel biglietto d’accesso al Monastero/Tempietto Longobardo).

Il Crocifisso

Si tratta di un prezioso intaglio di cm 223 × 213 (più la croce), presumibilmente della fine circa del XII secolo, caratterizzato dal soggetto del Cristo vivo.

In Friuli Venezia Giulia e, in generale, nei territori che furono del Patriarcato di Aquileia si concentra uno dei più importanti nuclei superstiti di scultura lignea medievale d’Italia.

Si tratta sovente di opere di grandi dimensioni che, sebbene non in modo esclusivo, sono fortemente emblematiche del legame politico e culturale intercorso in quel periodo tra il Patriarcato e il Sacro Romano Impero, tanto da risentire direttamente dei colti modelli figurativi d’Oltralpe.

Fino alla metà del Duecento, infatti, i principi vescovi di Aquileia appartennero a potenti famiglie nobili di Franconia, Svevia e Carinzia, concorrendo attivamente ad assicurare questo speciale rapporto con l’area germanica.

Ricordiamo il celebre Crocifisso d’inizio Duecento del Duomo cittadino, dallo scorso anno eccezionalmente ricomposto insieme ai suoi Dolenti grazie all’accordo tra il Comune di Cividale e la Parrocchia di Santa Maria Assunta: l’individuazione proprio a Cividale di un secondo imponente Crocifisso così antico, non solo ha destato enorme soddisfazione, ma ancora una volta conferma il ruolo significativo della città ducale nel panorama europeo della produzione plastica monumentale in legno.

Fino a poco tempo fa la scultura si trovava in uno stato di semi abbondono nella cappella funeraria del cimitero maggiore, edificata tra il 1889 e il 1894, ma chiusa al pubblico da almeno cinquant’anni e da sempre scarsamente utilizzata a causa delle rampe di accesso poco idonee per il trasporto dei feretri.

Il prof. Mor, curatore scientifico della giornata di studi nonché responsabile della parte diagnostica, sostiene che la scultura provenga dall’ex cappella del SS. Crocifisso nel vecchio cimitero di Cividale, esattamente presso la chiesa distrutta di Santo Stefano in Pertica, prepositura molto importante fondata in età altomedievale e demolita nel 1772. Tenuto anche conto della confraternita del Santissimo Crocifisso che qui ebbe storicamente sede, Mor ragionevolmente suppone che sia questa la chiesa originaria di appartenenza del manufatto. Di certo l’oblio prolungato ne ha peggiorato lo stato di conservazione già precario, assai ridipinto e pervenuto con diversi problemi strutturali.

Sotto l’Alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, il Comune ha proceduto alla messa in sicurezza dell’opera d’arte nel laboratorio tecnico allestito appositamente presso il Monastero di Santa Maria in Valle e ha affidato al restauratore incaricato della campagna di ricerca Stefano Tracanelli
la prima fase della campagna diagnostica propedeutica a quella che dovrà essere in futuro l’azione di restauro. Al fine di approfondire ulteriormente la ricerca sui materiali costitutivi del Crocifisso e del suo stato di conservazione, grazie all’interessamento dello stesso Tracanelli, è stata avviata una straordinaria collaborazione con i laboratori di Elettra Sincrotrone Trieste.

La giornata del 28 aprile si annuncia, pertanto, come una preziosa opportunità di valorizzazione del Crocifisso sia nei confronti del mondo scientifico ed accademico attraverso il seminario di studi che evidenzierà tutte le novità storiche e tecniche emerse attorno a una simile scoperta, tra cui anche la collaborazione prestigiosa di un ente di ricerca di primaria importanza quale Elettra Sincrotrone di Trieste, sia nei confronti del pubblico e di possibili finanziatori che avranno la possibilità di vedere da vicino un imponente Cristo medievale salvato dall’oblio.