Generazioni musicali dialogano a Pordenone
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Alessandro Taverna, Raphaël Horrach e Vikram Francesco Sedona protagonisti di un concerto in cui esperienza e talento emergente si intrecciano
Alessandro Taverna
Un concerto di grande valore artistico, costruito attorno a un’idea musicale raffinata e affascinante: il dialogo tra strumenti, tra interpreti, tra generazioni.
È questo il cuore dell’appuntamento in programma giovedì 19 marzo (ore 20.30), al Teatro Verdi di Pordenone: protagonista sul palco l’Orchestra del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, guidata dal direttore Massimo Raccanelli, in un gioco di riflessi tra strumenti solisti.
Accanto all’orchestra, infatti, un parterre di interpreti che unisce esperienza e nuove promesse: il Maestro Alessandro Taverna, pianista di fama internazionale e consulente artistico per la musica del Verdi di Pordenone, il trombettista Raphaël Horrach e il giovane violinista Vikram Francesco Sedona.
Un incontro che si configura come un vero passaggio di testimone musicale, in cui esperienza e talento emergente si intrecciano in un dialogo vivo e dinamico.
Il programma, pensato come un percorso coerente e originale, ruota attorno al tema del “doppio”, esplorato in tre capolavori che ne offrono letture differenti.
Il Concertino di André Jolivet per tromba, pianoforte e archi apre la serata con una scrittura brillante e quasi rituale, in cui i due strumenti solisti si inseguono in una dimensione sonora sospesa tra modernità e suggestioni arcaiche.
Segue il Concerto n. 1 op. 35 di Dmitrij Šostakovič, pagina travolgente e ironica, dove il pianoforte – affidato a Taverna – domina la scena con straordinario virtuosismo, mentre la tromba interviene come voce laterale, sarcastica e imprevedibile, in un gioco continuo di citazioni e rimandi.
A chiudere, il doppio concerto in re minore di Felix Mendelssohn-Bartholdy, scritto a soli quattordici anni: una composizione sorprendente per maturità e freschezza, in cui pianoforte e violino si rincorrono in un equilibrio elegante e luminoso, già proiettato verso la sensibilità romantica.
Tre opere, tre visioni: conversazione, rito, teatro. Un itinerario musicale che trova la sua coerenza proprio nell’idea di relazione, nel confronto continuo tra solisti e orchestra, tra individualità e costruzione collettiva del suono.


