Dialoghi sulla linea dell’orizzonte
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Lo scultore Marco Petean espone per la prima volta nella sua Cervignano: quindici sculture inedite in terracotta policroma
Marco Petean (© Elia Falaschi)
Per la prima volta nella sua città, Marco Petean espone quindici sculture inedite in terracotta policroma, opere che lo accompagnano in un viaggio attraverso la memoria personale e quella del suo territorio, dove l’arte si fa linguaggio capace di instaurare e ricucire legami, rivelando storie e vissuti.
Idealmente l’artista colloca il proprio racconto ponendosi in riflessione di fronte alla linea dell’orizzonte che attraversa la Bassa Friulana come una promessa silenziosa: un confine visivo che al tempo stesso separa e unisce, custodendo memorie e svelando identità. È lungo questa linea — non soltanto paesaggio ma anche linea mentale, spazio sospeso e soglia simbolica — che prendono forma i “dialoghi” evocati dal titolo della mostra: dialoghi tra interiorità e vita, tra epoche, persone, luoghi e artisti.
Petean rappresenta i luoghi della sua infanzia come luoghi interiori prima che reali, paesaggi dell’anima in cui la memoria familiare, la trasformazione ambientale e la stratificazione storica si fondono in una narrazione carica di malinconia, nostalgia, mistero e bellezza.
Il paesaggio diviene metafora dell’esistenza, di ciò che appare immobile ma custodisce in realtà una lenta trasformazione, una vita sotterranea che induce a riflettere sul senso della memoria e della permanenza.
I Teatrini in terracotta, per i quali l’artista è conosciuto, in questa esposizione, divengono quindi il medium privilegiato per dare forma ad un atto d’amore, di restituzione e riparazione nei confronti del proprio territorio e della figura paterna, cardine della memoria e della costruzione identitaria. Essi custodiscono i frammenti di vita e racconti lontani, restituendo colore ad immagini sbiadite e nuova presenza a luoghi e persone care. Il suo è un atto di preservazione della memoria degli individui comuni, quelli che la storia tende a dimenticare.
L’artista, tramite le fotografie e i racconti del padre ottantenne, crea un nuovo legame, ancora più profondo, ricostruendo l’esperienza del padre bambino che, nella metà degli anni Cinquanta, lascia il suo paese nativo e la sua famiglia per intraprendere la strada del seminario.
Una “piccola memoria” scolpita nell’argilla si fa universale, diventa archivio dell’anima e reliquia, un punto di contatto eterno tra padre e figlio.

DIALOGHI SULLA LINEA DELL’ORIZZONTE. A MIO PADRE, ALLA MIA TERRA
inaugurazione sabato 14 marzo 2026 ore 11.00
Biblioteca Giuseppe Zigaina, via Trieste 33 a Cervignano del Friuli
La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile sino a sabato 16 maggio 2026 nelle giornate di apertura della biblioteca: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9.00-12.00 e 15.30-19.00, martedì e sabato 9.00-13.00.


