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Dall’evidenza all’immaginazione

Tempo di lettura: 3 minuti

Data 27 Febbraio 2026 – 24 Maggio 2026
Orario 10:00 AM
Organizzatore Udine

Alluvioni, siccità, migrazioni e territori in trasformazione al centro della mostra di Casa Cavazzini a Udine

Noemie Goudal Untitled Study on Matters and Fire 2022. Video HD b n suono 13 min
Noémie Goudal, Untitled (Study on Matters and Fire), 2022. Video HD, b_n, suono, 13 min
Noémie Goudal, Untitled (Study on Matters and Fire), 2022. Video HD, b_n, suono, 13 min

 

Alluvioni, siccità, migrazioni, territori che cambiano volto. Non c’è più spazio per la neutralità quando si parla di crisi climatica, ormai inscritta nei paesaggi e nelle vite quotidiane.

Parte da qui “Dall’evidenza all’immaginazione”, la mostra che inaugura la nona edizione di Mind The Gap a Casa Cavazzini a Udine, trasformando dati, tracce e fenomeni ambientali in un potente racconto visivo sul nostro presente.

Un’esposizione, cuore della nuova edizione del progetto dedicato alle arti visive contemporanee ideato e promosso da Altreforme, in collaborazione con i Civici Musei di Udine, che mette in dialogo arte contemporanea ed evidenza scientifica, invitando il pubblico a guardare la realtà e a immaginare alternative possibili.

La mostra sarà visitabile dal 27 febbraio al 24 maggio 2026 da martedì a domenica in orario 10-18 (ingresso intero € 7,00).

La mostra

Curata da Lorenzo Lazzari, l’esposizione propone una riflessione urgente e non neutrale sulla crisi climatica contemporanea, mettendo in dialogo evidenze scientifiche, pratiche artistiche e possibilità immaginative.

Un percorso che invita il pubblico a interrogarsi sul ruolo dell’arte come spazio di pensiero critico, capace di contribuire a una diversa percezione delle violenze ambientali e delle disuguaglianze che ne derivano, mettendo in relazione opere che affrontano temi come il “più-che-umano”, il tempo geologico, la logistica globale, la migrazione e le pratiche dell’abitare.

“Non si può essere neutrali sulla crisi climatica – afferma il curatore – perché significherebbe lasciare spazio a forme di rimozione e disinformazione che ritardano l’azione. A Casa Cavazzini ho scelto di dare spazio quindi a opere che partono dall’evidenza della crisi, ma che la includono in una pratica immaginativa e trasformativa, capace di suggerire alternative per un futuro più sostenibile e con meno disuguaglianze”.

Le opere in mostra sono firmate da nomi internazionali come Carloni-Franceschetti, Pol Esteve Castelló e Gerard Ortín Castellví, Noémie Goudal, Sonia Levy e dal collettivo Robida: artiste e artisti che, con linguaggi diversi, traducono dati, archivi, fenomeni e tracce del presente in dispositivi visivi capaci di attivare nuove forme di consapevolezza.

Tempo, migrazioni, abitare

Il tempo è uno dei fili conduttori del percorso espositivo: tempo geologico, tempo umano, tempo accelerato dall’azione industriale e tecnologica. Le opere riflettono su come il riscaldamento globale abbia spezzato i ritmi lenti del pianeta, producendo effetti rapidi e diseguali che colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili.

Accanto alla dimensione ambientale, la mostra mette in relazione crisi climatica e migrazioni, evidenziando come le ingiustizie climatiche siano strettamente legate agli spostamenti forzati e alle tragedie che attraversano oggi il Mediterraneo.

Allo stesso tempo, emergono pratiche di cura del territorio e dell’abitare che, partendo anche da contesti locali e marginali, aprono a possibilità concrete di convivenza sostenibile.

Il progetto Mind The Gap

“Mind The Gap è molto più di un’attività espositiva – sottolinea Federico Pirone, assessore alla Cultura del Comune di Udine –. È spazio di confronto e riflessione sulle distanze che attraversano il nostro tempo, ma anche sulle possibilità di colmarle attraverso il dialogo, la creatività e l’arte. Siamo orgogliosi che tutto questo avvenga a Casa Cavazzini, luogo simbolo di ricerca e apertura, e che il progetto continui a rinnovarsi interrogando il presente e guardando al futuro”.

Il focus di questa edizione è legato anche alla scelta degli artisti di confrontarsi con alcuni obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, oggi in larga parte in stallo o in regressione.

Mind The Gap sceglie dunque di stare dentro questa complessità, abitandone le contraddizioni e suggerendo direzioni critiche, non scontate e non superficiali.