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Cronache di ordinaria persecuzione dal Confine orientale

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 21 Maggio 2025
Orario 8:30 PM
Organizzatore Villesse

A Villesse la presentazione del libro bilingue di Metka e Boris M. Gombač, realizzato dal Centro Gasparini e dalla Fondazione/Sklad Dorče Sardoč

Locandina Villesse Cronache di ordinaria persecuzione

Mercoledì 21 maggio alle ore 20.30, a Villesse nella Sala Consiliare di Palazzo Ghersiach in via Roma 16, a cura del Comune di Villesse e dell’ANPI verrà presentato al pubblico il volume “Cronache di ordinaria persecuzione dal Confine orientale 1942-1943”, di Metka e Boris M. Gombač.

Un libro bilingue, importante per la ricerca storiografica ma anche necessario per la memoria civile, realizzato dal Centro Gasparini e dalla Fondazione/Sklad Dorče Sardoč.

Interverrà il curatore e segretario del Centro Gasparini, Dario Mattiussi, mentre i No Bel proporranno un percorso musicale attraverso i temi affrontati dal volume e Lucia German leggerà alcune pagine del testo.

I temi principali proposti dal volume sono la storia del Carcere sussidiario di Sdraussina (oggi Poggio Terza Armata) nel Comune di Sagrado e la persecuzione subita dalle comunità slovene dell’allora provincia di Gorizia.

Sono vicende che si collocano in una pagina della nostra storia, quella degli anni compresi tra l’invasione della Jugoslavia e l’armistizio italiano, relativamente poco indagata dalla storiografia italiana.

Grazie ai documenti dell’esercito italiano, del partito fascista, della questura e della prefettura di Gorizia, gli autori illustrano tutta la violenza liberata in queste zone dallo Stato italiano dopo l’invasione della Jugoslavia.

Invasione che trasformò la provincia di Gorizia non nella retrovia di un fronte ma in un nuovo fronte di guerra, in cui le differenze con le operazioni condotte nella provincia di Lubiana divennero estremamente labili.

Deportazioni di ostaggi, arresti di massa, sequestri di beni, incendi di paesi e uccisioni di civili colpirono pesantemente le comunità slovene della valle del Vipacco, dell’alta valle dell’Isonzo e del Carso, una strategia del terrore che non è mai entrata a far parte della memoria civile della nostra provincia e del nostro Paese.