Corri, dall’inferno a Central Park
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Sebastiano Gavasso protagonista a Gradisca d'Isonzo di una storia capace di lanciare un filo magico a chi si è inabissato
(ph. Ivan Nocera)
Corri, dall’inferno a Central Park sarà lo spettacolo conclusivo della rassegna ‘Innesti – Connessioni teatrali affatto prevedibili’ in scena martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 aprile, alla Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo, alle 20.30.
Protagonista della piéce, di Roberto Di Sante, con l’adattamento e la regia di Ferdinando Ceriani, sarà Sebastiano Gavasso. Le musiche sono composte ed eseguite dal vivo da Giovanna Famulari. La produzione è firmata loft theatre.
CORRI è una storia che inizia con un uomo che precipita dal quarto piano: Aldo Amedei.
CORRI è una storia che finisce con Aldo Amedei che, conclusa la maratona di New York, già pensa a quella di Tokyo.
In mezzo, il percorso faticoso, crudele, struggente del protagonista che lo porterà dal “pozzo buio” della depressione in cui era caduto alla scoperta che i sogni impossibili possono realizzarsi.
“Sì, continuo a correre. Anche se ogni volta ha un prezzo…; Corro perché mi sono svegliato morto ma so che tornerò a casa vivo; Corro perché c’è sempre più gente che mi sorride, incoraggia e grida il mio nome; Corro perché quando corro i nemici diventano nervosi; Corro perché non so ancora come andrà a finire questa storia; Corro perché ho in tasca mezzo biglietto per l’America; Corro perché devo farlo!”
Comincia così a correre, come un evaso braccato dai suoi incubi. Cade, si rialza. Cade ancora e si rimette in piedi. E ogni volta fa sempre più male. Ma non molla mai. Per amore e con l’amore di Teresa, la sua giovane compagna. Sputando l’anima lungo strade piene di fatica, angeli e avvoltoi. Tornando alla vita, alla passione, ai sogni.
Una storia sulla corsa ma non solo, fatta di salite crudeli e discese dolcissime, capace di lanciare un filo magico a chi si è inabissato.
Sebastiano Gavasso, attore e maratoneta, si cala nei panni del protagonista per portare in scena questa doppia sfida che si consuma sulle strade di New York ma anche nei meandri più oscuri della mente umana, un viaggio fisico e psichico che diventa anche musica, suonata dal vivo dalla straordinaria violoncellista Giovanna Famulari, eco emotiva delle parole di Aldo.
Uno spettacolo per riacquistare il diritto alla speranza, uno spettacolo per ritrovare il gusto di vivere, per gridare agli altri: ce la possiamo fare.
La biglietteria aprirà un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.


