Cavenzano riscopre l’essenza di San Valentino
Tempo di lettura: 2 minuti
La frazione di Campolongo Tapogliano celebra il suo patrono tra liturgia, tradizione e solidarietà
Mentre il mondo intero si prepara a celebrare il San Valentino del romanticismo e dei fiori, la frazione di Cavenzano di Campolongo Tapogliano si stringe attorno alla sua festa recuperando un’eredità storica molto più profonda.
Qui, la ricorrenza del 14 febbraio non è una concessione al consumismo moderno, ma il rinnovo di un rito secolare che affonda le radici nella più autentica tradizione rurale della Bassa Friulana.
Storicamente, la figura di San Valentino a Cavenzano era legata alla protezione della salute, con una specializzazione specifica che oggi potrebbe sorprendere: l’invocazione contro l’epilessia.
Domenica 15 febbraio, la comunità di Cavenzano si ritroverà per la tradizionale giornata in onore del santo patrono.
L’evento è organizzato dall’Associazione “ViviAmo il Paese” in collaborazione con le altre realtà associative locali con il patrocinio del Comune.
Il programma della festa si aprirà ufficialmente alle ore 9 con l’inaugurazione dei chioschi, che offriranno pietanze calde per tutta la giornata, con possibilità di servizio per asporto.
Contemporaneamente, avrà luogo la tradizionale distribuzione del pane benedetto, un rito molto caro alla devozione locale.
A dare il via ai festeggiamenti saranno i Scampanotadors del Goriziano: i maestri campanari inizieranno il loro concerto solenne, facendo risuonare le campane con la maestria e il ritmo che da sempre catturano l’attenzione del pubblico per la straordinaria capacità di trasformare i rintocchi in armonia.
Il momento centrale della mattinata sarà la messa solenne delle ore 10, officiata da don Manuel Millo. La celebrazione sarà animata dal coro parrocchiale diretto da Chiara Moschion.
Al termine della celebrazione, nel piazzale della chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, si terrà un altro momento spirituale con la benedizione dei mezzi della Protezione Civile del distretto “Destra Torre”.
Successivamente, i festeggiamenti proseguiranno presso i chioschi per un pomeriggio di convivialità e condivisione.
La giornata assumerà un profondo valore di solidarietà e ricordo: l’intero ricavato della manifestazione sarà infatti devoluto in ricordo di Serena Morandini, giovane socia fondatrice dell’associazione “ViviAmo il Paese” prematuramente scomparsa poche settimane fa.
I fondi sosterranno il progetto di umanizzazione delle cure “Prendersi Cura delle Persone”, coordinato dal professor Massimo Robiony dell’Università degli Studi di Udine. Un gesto concreto per trasformare il dolore della perdita in un atto di speranza e aiuto per il prossimo, riflettendo lo spirito generoso che ha sempre contraddistinto l’operato di Serena.
Livio Nonis


