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Classic art

Trieste è una città in guerra

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Trieste
Politeama Rossetti, Largo Gaber 1
02/12 e fino al 07/12
21 (7/12 ore 17)

Osservare gli eventi della Prima guerra mondiale da un punto di vista molto singolare, quello di Trieste: è questo il cuore del progetto artistico della Casa del Lavoratore Teatrale, accolto con entusiasmo dal Teatro Stabile regionale e dal Teatro Sloveno.Trieste ha vissuto il conflitto mondiale in prima linea: il fronte era davvero poco distante. Non solo: l’area urbana fu colpita dai bombardamenti, conobbe la fame, migliaia di triestini furono richiamati nelle file dell’esercito austro-ungarico. Quando il Regno d’Italia dichiarò guerra all’Impero, la città esplose in una reazione anti-italiana: nondimeno molti triestini passarono la frontiera per combattere con l’Italia e contribuire alla riunificazione con quella che ritenevano la loro Patria d’elezione…

Per raccontare questa intricata realtà due testi inediti divengono momenti di un unico spettacolo diretto da Igor Pison e recitato (in sloveno, italiano, parole in tedesco con sopratitolazione) da una compagnia mistilingue che dopo cent’anni, creano assieme là dove la guerra ha diviso e distrutto. Carlo Tolazzi ha composto Farina, castagne e gesso: il pane dell’attesa, mentre Marko Sosic Kakor v snu/Come del sonno: Trieste, la sua incredibile misura di nazionalità, di per sé foriera di un contesto socioculturale eccezionale, fa da sfondo a entrambi.
Il titolo di Carlo Tolazzi allude agli ingredienti del pane, che durante la guerra peggioravano: alla farina – sempre più rara e costosa – si aggiungevano ingredienti poveri e scadenti, in misura sempre maggiore. Una sorta di livido metronomo “alimentare” che scandisce il perdurare del conflitto e della sofferenza delle genti. Il protagonista è Renato che appartiene a una famiglia d’irredentisti: nel 1914 è richiamato nell’esercito asburgico e viene mandato in Galizia. Dal fronte giungerà alla giovane moglie Giulia – sposata appena prima di partire – una scarsa corrispondenza, poi più nulla. La guerra indurisce, matura, cambia anche in modo sorprendente il protagonista e chi lo circonda, fino alla disfatta di Caporetto. 

Il testo di Marko Sosic che porta il sottotitolo Oniricni prizori na temo prve svetovne vojne / Scena onirica sul tema della prima guerra mondiale è invece poetico e riflessivo, intriso di intense considerazioni personali sulla guerra come catastrofe. Una sciagura che distrugge le vite dei singoli, i loro destini, progetti e sogni, e soprattutto il loro vivere l’amore. Questioni politiche o storiche lasciano spazio a una riflessione intimistica sull’esperienza della guerra. L’autore che nel testo compare come personaggio teatrale, da principio si chiede come sia possibile parlare della guerra, di questa esperienza devastante, e si interroga se non sia forse più opportuno non proferire parola su questo tema. Tra i personaggi presenti, le donne hanno la parte principale: oscillano in modo onirico tra il presente e il passato, su un tema purtroppo di inscalfibile universalità.