Burraco: rito sociale
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Un gioco che coniuga strategia e convivialità. E che dopo aver aperto il mondo delle carte alle donne, ora attrae la popolazione di ogni età ed estrazione
Una partita di burraco
CERVIGNANO DEL FRIULI – Non un semplice gioco di carte. Il burraco sta diventando un vero e proprio rito sociale che incarna una filosofia tutta italiana: la gioia di stare insieme, la spensieratezza e il piacere di condividere momenti di allegria.
Tra le sue carte, il burraco cela un universo di combinazioni affascinanti, un vero e proprio allenamento per la mente che stimola la fantasia e affina la capacità di calcolo in modo unico. Nessun altro gioco di carte riesce a coniugare così bene strategia e convivialità.
Per analizzare tutti questi aspetti siamo stati all’Università della Terza Età Bassa Friulana di Cervignano del Friuli, dove il corso di burraco riscuote un notevole successo, con oltre settanta iscritti suddivisi in tre turni. A farci da guida è Agostino Floreni, uno dei due insegnanti del corso.
«Una delle caratteristiche più apprezzate del burraco è la sua capacità di favorire l’interazione sociale. Le partite possono durare diverse mani, permettendo ai giocatori di condividere racconti, ridere e creare legami durante il gioco. È un’ottima occasione per rafforzare le amicizie o trascorrere del tempo di qualità anche in famiglia».
È corretto affermare che il successo del burraco risiede nella sua semplicità?
«Direi di sì. Il burraco non richiede molte capacità intellettive, è un gioco adatto a tutti. Il fattore della semplicità in confronto ad altri giochi similari come scala 40 o canasta (dal quale il burraco deriva) lo rendono di facile apprendimento e le regole sono molto semplici da seguire».
A burraco si può giocare in varie modalità, da 2 a 6 persone. Questa versatilità lo rende un gioco particolarmente inclusivo?
«Poter variare la composizione dei tavoli con più o meno giocatori rende il burraco un’esperienza sociale coinvolgente, che unisce le persone attraverso il divertimento e la competizione amichevole. Sono poi i giocatori a scegliere come giocare, in base alla loro preferenza».
A burraco giocano sia i giovani che le persone più attempate. Cosa lo rende così trasversale e accessibile a diverse fasce d’età?
«Negli ultimi anni il burraco ha vissuto una sorprendente rinascita. Un gioco di carte passato da essere uno svago principalmente per le persone anziane a un fenomeno sociale capace di coinvolgere fasce d’età sempre più giovani. Questo cambiamento si deve principalmente a un nuovo modo di concepire i tornei, non più intesi come mera competizione, ma anche come occasione di socializzazione e divertimento».
In particolare il burraco sembra essere un passatempo particolarmente popolare tra le donne…
«Il burraco è stato proprio il gioco che ha aperto il mondo delle carte anche alle donne. Quello delle carte è stato a lungo considerato un ambiente prettamente maschile. Con il burraco, invece, sembra essersi aperta una nuova era che ha sdoganato il gioco anche all’universo femminile. Il burraco unisce eleganza e competitività, abbinate a un senso dell’ordine che sono tratti tipici delle donne. È un gioco silenzioso ed educato, in cui è necessario tenere a mente e controllare molte variabili, capacità che è noto essere proprie delle donne piuttosto che degli uomini».
Un gioco democratico.
«A differenza di altri giochi monotematici, il burraco non è mai stato legato a particolari periodi dell’anno, né è mai stato un passatempo esclusivo di classi sociali elevate: è un gioco popolare, per tutti, da giocare tra nonna e nipote, tra amici o tra compagni di viaggio in treno per passare il tempo, accompagnato da un buon tè o un digestivo, contando le carte alla fine per sorridere compiaciuti al vincitore soddisfatto».
Per questo anche all’UTE, a fine corso, non può mancare il torneo, giocato da chi ha “imparato” durante l’anno. Un modo per consolidare il rapporto amichevole instauratosi in questi mesi.
I più esperti, invece, partecipano a tornei esterni e, in diverse occasioni, tornano a casa vincitori. Il torneo di fine corso, quindi, non è solo un evento sportivo, ma un momento di aggregazione, di crescita personale e di celebrazione della passione per il gioco.
Un’occasione per salutarsi, dandosi appuntamento all’anno successivo, con la promessa di nuove sfide e nuove amicizie


