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L’Olio di Capaci consacrato nella messa crismale

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Proveniente dal Giardino della memoria di Capaci, dove nel 1992 morirono Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti della scorta

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GORIZIA – Ieri pomeriggio il questore di Gorizia, Paolo Gropuzzo, ha consegnato all’arcivescovo della Diocesi, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, una boccetta contenente l’olio proveniente dal Giardino della memoria di Capaci.

L’olio è prodotto dalle olive coltivate nel giardino sorto sul luogo dove, il 23 maggio 1992, avvenne l’esplosione nella quale persero la vita gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, assieme al giudice Giovanni Falcone e alla moglie, anche lei magistrato, Francesca Morvillo.

Il giardino è curato dall’Associazione Quarto Savona 15 (sigla radio dell’auto di scorta), nata dall’iniziativa di Tina Montinaro, vedova del capo scorta.

Sul terreno ci sono diverse piante di ulivo, ciascuna dedicata a una persona delle istituzioni caduta per mano mafiosa, dalle quali viene appunto ricavato l’olio che quest’anno, nel trentunesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio e nel trentesimo anniversario delle stragi di Firenze, Roma e Milano, la Polizia di Stato e l’Associazione Quarto Savona 15 hanno deciso di donare a tutte le diocesi italiane, per essere consacrato nella messa crismale della settimana santa ed essere utilizzato come olio santo nel corso dell’anno liturgico e mescolato al bergamotto donato dalla Diocesi di Locri.