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Paolo Maurensig

Cultura e Spettacolo
30 marzo 2018

Il diavolo nel cassetto

di Margherita Reguitti
Lo scrittore goriziano rivolge una provocazione ai giovani: «Diventate personaggi della TV, dopodiché vi pubblicheranno anche la lista della spesa»
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Paolo Maurensig
Cultura e Spettacolo
30 marzo 2018 di Margherita Reguitti Image

«Misteri celati sotto strati di apparente normalità, contrapposizioni violente di intelligenze acute e pianificatrici, personaggi e luoghi costruiti e descritti con una cura del dettaglio, anche storico, funzionale a far immedesimare e tenere avvinto il lettore.

La sapiente vis narrativa e letteraria di Paolo Maurensig, autore mitteleuropeo nelle radici e internazionale nel linguaggio e nella costruzione di storie universali, ha scelto la letteratura quale ambientazione e tema del nuovo libro Il diavolo nel cassetto, fresco di stampa per i tipi Einaudi. Lo sfondo di azione della trama è un mondo pervaso da vacuità e presunzione, antitetico all’idea di universalità della scrittura.

Se l’uomo è gentile, pacato, di poche cesellate parole, guizzanti talvolta di ironia, lo scrittore sceglie di raccontare temi di forte contrapposizione; il bene e il male, la pochezza umana e la capacità di ambire a cose alte, l’intelligenza e la vanagloria, lo spirito e la materia. La lotta fra forze contrapposte, fra aspetti positivi e malvagi, insiti nei tanti caratteri della sua commedia umana, sono elementi di thriller e di svariate tonalità di suspense dei suoi romanzi. La sua scrittura e creatività non hanno un rapporto apparentemente diretto con il Friuli Venezia Giulia, se non nelle radici goriziane, nella formazione bilingue italiana e slovena, nella scelta di vivere a Udine nonostante il suo respiro internazionale. Molti dei suoi romanzi sono infatti ambientati in città della Mitteleuropa come l’amata Praga e Vienna, ma anche in Portogallo, Germania e ora in Svizzera. I lavori abbinano una trama avvincente e un’indagine psicologica profonda dei personaggi, sfaccettata, talvolta rivelatrice di aspetti sorprendenti di una realtà rovesciata, spesso giocata sull’archetipo del doppio.

Dal primo successo mondiale del 1993 con La variante di Lüneburg, a Teoria delle ombre, vincitore nel 2015 del premio Bagutta, la spietata lotta per la vita o per l’affermazione di un primato di uomini fuori del comune è, in una forzatura di sintesi, il filo rosso del suo lavoro. Una storia realistica e onirica, che ha il profumo delle brume e l’incertezza dei paesaggi di montagna avvolti dalla nebbia. Un romanzo nel quale il centro del racconto è quel desiderio smodato di autoaffermazione, agguantando un brandello di eternità offerto dalla pubblicazione di un libro, di essere autori destinati a sopravviversi, senza tenere in conto la necessità della presenza di un’idea, di stile, di capacità e originalità creativa.

Una bramosia della contemporaneità che ha messo radici negli abitanti di un tranquillo paesino svizzero. A sconvolgere la vita del borgo dove tutti, ma proprio tutti, si sentono portatori del sacro fuoco della scrittura, arriverà un mefistofelico editore.

Paolo Maurensig propone dunque con questo romanzo un’avvincente domanda su cosa sia letteratura. Non una satira, non è nel suo stile, ma una parabola del mondo letterario, dei rapporti esistenti fra scrittori ed editori. Un mondo dove solo i lettori possono vivere con semplice ma non superficiale, piacevole onestà la lettura di una storia, che deve essere, non solo scritta bene, ma capace di appassionare chi legge. Un papiro che si srotola, una musica che si diffonde, lasciando sempre però una parte di non svelato, di mistero appunto.

Diventare scrittore per Paolo Maurensig è stata una conquista della maturità dopo aver fatto molte esperienze e tanti lavori, vivendo in città diverse: una preparazione non accademica ma costruita mattone su mattone vivendo.

Maurensig, questo libro cosa racconta del mondo letterario di oggi in Italia e all’estero?

«L’editoria sta attraversando un periodo difficile anche all’estero. Mai come in Italia, dove per numero di lettori siamo agli ultimi posti».

A New York recentemente, dopo i successi di altri romanzi, è uscito Theory of shadows (versione in inglese di Teoria delle ombre) e le è stato assegnato il riconoscimento “Literary grand master”. Mai pensato di lasciare l’Italia?

«Una ventina d’anni fa mi sarebbe piaciuto trasferirmi per un certo periodo negli Stati Uniti per imparare l’inglese. Ma non ho mai pensato di farlo per sempre».

La trama narrativa è frutto di fantasia o attinge alla sua esperienza?

«Esperienza e fantasia lavorano di pari passo».

Come mai un piccolo paese della Svizzera per raccontare che cosa sia la letteratura?

«Certi temi sono talmente vasti che non basterebbero cento saggi per esaurirli. Spesso è il genere letterario, come la favola, la parabola, la satira a colpire nel segno ottenendo un esito là dove la più accurata analisi ha fallito».

A uno scrittore esordiente che cosa consiglia?

«Consiglierei di diventare un personaggio televisivo, dopodiché potrebbe pubblicare anche la lista della spesa. Sto scherzando,  naturalmente. All’esordiente consiglierei di sviluppare al massimo l’autocritica. Solo guardando oggettivamente al proprio lavoro si può raggiungere un certo grado di perfezione».

Che rapporto ha con i lettori?

«I miei lettori sono molto esigenti».

 

Dopo gli importanti e apprezzati romanzi dedicati al mondo degli scacchi e della musica, settori dei quali Maurensig è profondo conoscitore, ecco la letteratura, un mondo del quale egli conosce fatti e misfatti. Autore prolifico sta in questi giorni terminando un nuovo romanzo al momento coperto dal più assoluto riserbo.

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