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Evento internazionale

Società
15 ottobre 2014

Giornata mondiale dell'alimentazione: tra sprechi e paradossi

a cura della redazione
Mentre oltre 840 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà, in Italia sprechiamo ogni anno il 45% di frutta e verdura. Quando non la "dimentichiamo" nei campi...
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15 ottobre 2014 della redazione

«Il paradosso della Giornata Mondiale dell’Alimentazione è sempre più evidente e clamoroso: basta mettere a confronto i dati più aggiornati, con 1/3 del cibo prodotto nel mondo che finisce sprecato ogni anno, ovvero 1,3 miliardi di tonnellate, e con almeno 840 milioni di persone attualmente al di sotto della soglia minima di nutrizione».

Lo ha dichiarato, a poche ore dal 16 ottobre – Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2014 – il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, promotore della campagna europea “Un anno contro lo spreco” e presidente del Comitato tecnico-scientifico di prevenzione dei Rifiuti varato nelle scorse settimane del Ministero dell’Ambiente. «Nella filiera agroalimentare a livello mondiale – spiega ancora Segrè – viene sprecato ben il 45% della frutta e verdura, il 30% del pesce e il 20% della carne».

Sono dati del recentissimo rapporto FAO Food Wastage Foodprint (al quale ha collaborato lo stesso Segrè), raccolti nell’ambito di un’indagine sullo spreco alimentare che per la prima volta racconta anche i costi sociali, ambientali e produttivi. Ogni anno lungo tutta la filiera si sprecano nel mondo 2.060 miliardi di euro. Una quota di spreco che supera di un terzo l’intero PIL italiano (nel 2013 stimato in 1.560 miliardi), includendo i costi nascosti dello spreco di cibo: lo sfruttamento inutile delle risorse, l'inquinamento generato dallo spreco, i costi per cambiamenti climatici e inquinamento delle falde acquifere, inclusi i costi per i conflitti nel mondo per il controllo delle risorse naturali e i sussidi pubblici per la produzione di cibo che non raggiungerà mai le tavole. E le percentuali sono ben diverse nel pianeta: laddove in Africa e nel Sud-Est Asiatico si sprecano fra 6 e 11 kg di cibo all’anno, in Europa e Nord America si arriva a 95/115 kg di cibo sprecato.

«Ulteriori dati sullo spreco in agricoltura – racconta ancora Segrè – ci dicono che in Italia, nel 2013, il 3,08 della produzione agricola è rimasta in campo: in totale si tratta di 14.610.179 quintali fra cereali, produzione orticola e ortofrutta. La parte del leone è dell’ortofrutta, con 11.843.609 quintali rimasti in campo nel 2013 (elaborazione Last Minute Market su dati Istat). E ancora, secondo l’ultimo rapporto curato dall’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / SWG lo spreco alimentare domestico (il cibo ancora buono che finisce direttamente nei rifiuti) vale oltre 8 miliardi di euro, circa mezzo punto di PIL. Mentre l’ISTAT conta ormai più di 10 milioni di italiani che vivono, e si alimentano, in condizioni di povertà. Dunque, il valore degli alimenti sprecati sarebbero pari a 800 euro a testa, se la matematica non fosse un’opinione e il cibo si potesse effettivamente recuperare».

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