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Una lampada votiva grazie alla generosità dei fedeli

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In occasione delle celebrazioni di Sant'Agnese, la comunità di Joannis ha rivissuto un affascinante pezzo di storia illustrato dal marchese Gordio Frangipane Strassoldo

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Il grande lampadario della chiesa di Joannis
Il grande lampadario della chiesa di Joannis

 

AIELLO DEL FRIULI – Dopo la celebrazione della messa in onore di Santa Agnese, il marchese Gordio Frangipane Strassoldo ha voluto illustrare ai fedeli presenti nella chiesa di Joannis la storia e le motivazioni legate alla grande lampada votiva posta al centro della chiesa.

La sua storia affonda le radici nel pieno della Seconda guerra mondiale. Il 25 marzo 1943, il parroco don Giovanni Maria Mantelli ufficializzò un documento che testimoniava la corale adesione delle famiglie del paese a un voto per la pace e per la protezione dei combattenti.

L’iniziativa nacque sulla scia della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria fatta da Papa Pio XII nel 1942, legata alle apparizioni di Fatima.

La comunità di Joannis rispose con una generosità straordinaria per l’epoca: furono raccolte 3.081 lire, una cifra che permise di acquistare non una semplice lampada, ma un imponente lampadario a venti fiamme, soprannominato affettuosamente dai fedeli “la clocja” (clocja – chioccia riferisce a oggetti che ricordano la chioccia… una gallina attorniata dai pulcini, in questo caso le 20 lampadine).

Il documento originale, che riporta i nomi di 138 donatori, non è solo un atto amministrativo, ma una preziosa testimonianza sociologica. pergamena copiaIl documento che riporta i nomi dei donatori

In un tempo di estrema incertezza e scarse possibilità economiche, ogni famiglia contribuì “coram populo“, senza timore del confronto, dimostrando un’unità e una compattezza oggi rare.

A distanza di oltre ottant’anni, quel lampadario e l’elenco dei donatori — arricchito da cuori ex voto e dall’immagine della Madonna di Fatima — rappresentano molto più di un oggetto liturgico.

Sono il ricordo vivo di una generazione sobria e autorevole, un monito contro la disgregazione della società moderna e un invito a riscoprire quel carisma comunitario che vedeva nella fede e nella solidarietà il fondamento del progresso sociale.