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Ufficiale, la Pitina diventa prodotto IGP

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Conferma da Bruxelles

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È stato pubblicato nella edizione del 2 luglio della Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il regolamento comunitario che sancisce la definitiva registrazione della Pitina tra i prodotti a indicazione geografica protetta (IGP).

Il regolamento, firmato dal commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,  l'irlandese Phil Hogan, è datato 19 giugno e, preso atto che a seguito della pubblicazione del disciplinare (avvenuta il 23 gennaio scorso) non vi è stata alcuna “dichiarazione di opposizione”, ha dato il “via libera” alla registrazione e alla conseguente tutela della denominazione Pitina IGP in tutti gli stati membri.

“Sono lieto e orgoglioso – ha commentato l'assessore regionale alle risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – di poter dare alla Pitina il “benvenuto” nella ristretta rosa dei prodotti DOP e IGP della nostra regione; lo sono ancor di più se penso che è in assoluto il primo prodotto della destra Tagliamento, ringrazio nel contempo chi ha intrapreso a suo tempo l’iniziativa che ora trova degna conclusione”.

La Pitina, salume della montagna pordenonese, entra nel ristretto “club” di cui fanno parte i DOP Prosciutto di San Daniele, Formaggio Montasio, Olio Tergeste e Brovada e l'IGP Prosciutto di Sauris. È prodotta a base di carni ovicaprine o di selvaggina ungulata, conservata grazie a un processo di affumicatura e a uno strato protettivo di farina di mais. La Pitina si può produrre esclusivamente nel territorio comunale dei Comuni di Andreis, Barcis, Cavasso Nuovo, Cimolais, Claut, Erto Casso, Frisanco, Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto.