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Udine valorizza l’archivio storico del carcere

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Accordo tra Ateneo e Casa circondariale, coinvolti due detenuti nel progetto di digitalizzazione

Da sinistra Roberta Colavitto Natalia Rombi Tamara Feresin Annarita De Nardo Luca Caburlotto Linda Borean Tiziana Paolini Andrea Sandra Federico Pirone
Da sinistra Roberta Colavitto, Natalia Rombi, Tamara Feresin, Annarita De Nardo, Luca Caburlotto, Linda Borean, Tiziana Paolini, Andrea Sandra, Federico Pirone,
Da sinistra Roberta Colavitto, Natalia Rombi, Tamara Feresin, Annarita De Nardo, Luca Caburlotto, Linda Borean, Tiziana Paolini, Andrea Sandra, Federico Pirone e Andrea Zannini

 

UDINE – Cinque registri di matricola dei detenuti nel carcere di Tolmezzo nel periodo 1935–1947, anni cruciali per la guerra e la Resistenza in Friuli e in Carnia, conservati nella Casa circondariale di Udine, sono oggetto di digitalizzazione e valorizzazione da parte dell’Università di Udine grazie al lavoro di due detenuti in semilibertà.

È quanto prevede una convenzione tra la Casa circondariale di Udine e il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo.

L’obiettivo è approfondire la conoscenza e la ricostruzione di quegli anni fondamentali per il territorio grazie al ritrovamento di questi registri custoditi nell’Archivio storico del carcere udinese.

Nell’autunno-inverno 1944, infatti, i grandi rastrellamenti posero fine alla Zona libera della Carnia e dell’Alto Friuli, nota anche come Repubblica della Carnia. Molte persone catturate transitarono per le case penali friulane e furono quindi dirette verso il campo di internamento della Risiera di San Sabba o verso i campi di concentramento e di sterminio del centro Europa.

La convenzione per valorizzare il patrimonio archivistico e storico del carcere udinese, già firmata, è stata oggi simbolicamente sottoscritta a Udine, nel Palazzo Caiselli dell’Università. L’hanno firmata le direttrici del Dipartimento, Linda Borean, e della Casa circondariale, Tiziana Paolini. Il responsabile scientifico del progetto, di durata annuale, rinnovabile, è Andrea Zannini, professore di Storia moderna dell’Ateneo friulano.

Il progetto, iniziato il 27 gennaio scorso e nato per iniziativa del già Garante per le persone detenute Franco Corleone, prevede la digitalizzazione del materiale archivistico da parte di due detenuti appositamente formati.

Questi, nei locali e con le attrezzature del Dipartimento, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Udine, stanno procedendo alla digitalizzazione della documentazione per renderla disponibile agli studiosi. Le persone detenute in regime di semilibertà sono state individuate dall’autorità carceraria di concerto con il Dipartimento. Al termine del lavoro riceveranno un attestato di partecipazione.

La Casa circondariale ha reperito i fondi necessari per remunerare le persone detenute impegnate nell’attività grazie ai progetti “Ripartiamo” e “Inclusione, confronto, trattamento”, finanziati da Cassa delle ammende del Ministero della Giustizia e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

La Casa circondariale, inoltre, cura tutte le questioni riguardanti la presenza dei detenuti nella sede universitaria.

Il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale ha curato il trasferimento del materiale archivistico nella sede dipartimentale. Ha altresì stilato, d’accordo con la Casa Circondariale, un piano di lavoro, ha finanziato e organizzato il corso di digitalizzazione dei registri e ha messo a disposizione personale tecnico esperto incaricato di seguire le operazioni di digitalizzazione.

Il registro di matricola (o anagrafe detenuti) è il documento che registra l’ingresso in carcere, i dati anagrafici, identificativi (foto e impronte digitali), i reati, la pena, l’autorità giudiziaria competente, le note sanitarie e i trasferimenti di ogni persona reclusa. Viene gestito dalla polizia penitenziaria che crea la cartella personale del detenuto che lo segue fino alla scarcerazione. Serve per la gestione interna, l’identificazione giudiziaria e la tracciabilità delle persone in esecuzione penale.

Alla firma erano inoltre presenti e sono intervenuti: la referente dell’Ateneo per il Polo universitario penitenziario, Natalia Rombi; la referente Tutela della salute in ambito penale della Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia, Tamara Feresin; la coordinatrice dei servizi del Centro solidarietà giovani “Giovanni Micesio” di Udine, Roberta Colavitto; la coordinatrice dei progetti “Ripartiamo” e “Inclusione, confronto, trattamento”, finanziati da Cassa delle ammende del Ministero della Giustizia e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, Annarita De Nardo; il Soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia, Luca Caburlotto; il garante il garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Andrea Sandra, e l’assessore ai rapporti con l’università, cultura e istruzione del Comune di Udine, Federico Pirone.