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Udine in mostra a Roma per Ovidio

Tempo di lettura: 2 minuti

Fino al 20 gennaio

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Il Museo Archeologico di Udine partecipa alla mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie” di Roma, con il prestito di tre reperti archeologici. L’esposizione è stata inaugurata presso le Scuderie del Quirinale.

Il percorso espositivo racconta  il mondo di Ovidio, poeta romano (Sulmona, 43 a.C. – Tomi, 18 d.C.)  e tra i principali esponenti della letteratura latina, per celebrare il bimillenario della sua morte. Circa 250 opere,  provenienti da 80 musei italiani e internazionali (dal Louvre agli Uffizi, dall'Archeologico di Napoli a quello di Eretria in Grecia, dalla National Gallery di Londra alla Royal Danish Library di Copenaghen) caratterizzano un allestimento e che comprende, sculture, opere pittoriche, affreschi, rilievi funerari, vasi e gioielli del tempo, ma anche  approfondimenti ad altre epoche per scoprire e riscoprire la complessità dell’universo ovidiano. Sono testimoni i capolavori della “Venere pudica” di Botticelli, o la “Venere callipigia” dell'Archeologico di Napoli, e ancora raffigurazioni dei miti ovidiani realizzate da Cellini, Tintoretto, Ribera, Poussin, Batoni.

Tra le opere che hanno raggiunto la capitale vi sono anche i tre manufatti in ambra della storica collezione di età romana appartenuta a Francesco di Toppo e che egli donò nel 1883 all'allora Museo Civico di Udine. Trattasi dell’anello con un busto di donna panneggiato, della pisside raffigurante in rilievo quattro amorini e della spatolina per uso cosmetico; oggetti da toeletta e di abbellimento che nel percorso espositivo vengono accompagnati da alcuni versi di Ovidio. In merito alla raccolta di cui fanno parte e che ingloba circa un centinaio di pezzi, questi reperti sono stati rinvenuti ad Aquileia in località Colombara, luogo già noto per aver restituito numerosi oggetti tra cui quelli scoperti dal padre di Francesco: Niccolò. 

Francesco di Toppo andava particolarmente fiero della sua collezione e pare avesse l’abitudine di mostrarla a tutti coloro che si recavano in visita nella sua residenza udinese di via Savorgnana. I Civici Musei, grati per il lascito, gli hanno dedicato un video che lo vede protagonista nel ricordare l’inaugurazione del Museo Friulano avvenuta il 13 aprile 1866 e che peraltro introduce la visita alla sala del Castello, dove è esposta buona parte della sua collezione, costituita perlopiù da balsamari, urne cinerarie, vasi in terracotta e monili.