Solidarietà alimentare a 800 famiglie
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Resi noti i dati 2025 degli Empori di Gorizia, Monfalcone, Gradisca, Cervignano e Cormòns: distribuiti generi di prima necessità per un milione e 300mila euro
Prodotti all’interno dell’Emporio della Solidarietà
GORIZIA – Quasi 800 famiglie – 778 per la precisione -, per un totale di 1.590 persone.
Sono questi i numeri del sostegno offerto nel corso del 2025 dai cinque Empori della Solidarietà della Caritas dell’Arcidiocesi di Gorizia, che continuano il loro impegno quotidiano verso chi è più in difficoltà.
Gli Empori di Gorizia, Monfalcone, Gradisca d’Isonzo, Cervignano del Friuli e Cormòns hanno registrato, nel corso dell’annualità 2025, un totale di 16.882 accessi, ovvero altrettante spese effettuate dalle famiglie.
Il valore dei beni distribuiti gratuitamente ha raggiunto quasi 1,3 milioni di euro tra generi alimentari e prodotti di prima necessità, tra cui anche articoli per l’igiene personale e pannolini per bambini. Sono poi 199 le famiglie che si sono rivolte per la prima volta al servizio: “Questo dimostra che c’è un discreto “turn-over” tra i beneficiari; le famiglie si servono degli Empori nel periodo in cui sussiste il momento di difficoltà economica e non rinnovano la tessera quando le problematiche socio economiche del nucleo familiari vengono superate”, illustrano gli operatori Caritas.
Tutto ciò è possibile anche grazie a una articolata rete di partner che sostengono a vario titolo gli Empori della Solidarietà.
Un ruolo importante nell’approvvigionamento dei beni è svolto anche dal Banco Alimentare, che si pone come intermediario con le catene dei supermercati tramite il progetto SITICIB e da cui arrivano anche i prodotti acquistati dallo Stato attraverso il Fondo Sociale Europeo.
Un contributo significativo giunge anche dalle raccolte fatte dalle comunità cristiane delle parrocchie del territorio e dalla Croce Rossa Italiana – Comitati di Gorizia e Monfalcone che distribuiscono beni per l’igiene, materiale scolastico e farmaci.
Passione ed entusiasmo che fanno la differenza
Per riuscire a sostenere 1.590 persone in povertà offrendo alimenti necessari per garantire una dieta varia e dignitosa serve l’impegno e l’entusiasmo di tante persone.
Nel 2025 hanno offerto il loro servizio gratuito 94 volontari, affiancati dalla professionalità di 6 operatori messi a disposizione dall’associazione La Ginestra aps, ente gestore degli Empori della Solidarietà diocesani. L’impegno di tutte queste persone è necessario per seguire l’intera filiera del servizio: dal recupero dei prodotti alimentari allo stoccaggio, fino all’accoglienza e al supporto alle famiglie durante le aperture degli Empori.
Fondamentale è anche l’impegno dei volontari che operano nei Centri di Ascolto Caritas presenti nelle diverse Unità Pastorali della diocesi e nella Croce Rossa di Monfalcone. Sono loro a incontrare le persone, comprenderne le difficoltà e valutare l’accesso al servizio degli Empori.
Mezzo per intessere relazioni
L’erogazione di generi alimentari e di prima necessità non è lo scopo ultimo della rete degli Empori della Solidarietà: questi beni materiali sono infatti anche “beni relazionali”, cioè un mezzo per instaurare una relazione tra le comunità e le persone che vivono in povertà ed esclusone sociale.
Gli Empori della Solidarietà sono quindi degli strumenti per creare relazioni con chi vive nella povertà e nell’esclusione sociale. L’incontro tra le persone in povertà e i volontari e gli operatori dei Centri di Ascolto e degli Empori della Solidarietà sono un’opportunità per creare una relazione con coloro che vivono un disagio che, per la maggior parte di loro, non è solo di natura economica ma anche di natura relazionale: uno sguardo, un sorriso, un saluto che fa sentire la persona non più in solitudine ma parte di una comunità.


