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Nuovo protocollo per migliorare il benessere degli anziani

Tempo di lettura: 3 minuti

Coinvolti anziani over 65 nei territori di Friuli Venezia Giulia e Veneto per contrastare il declino cognitivo e motorio promuovendo un invecchiamento consapevole

Staff CrossCare 2.0 Protocollo Neuro Moto Cognitivo
Lo Staff di CrossCare 2.0

Lo Staff di CrossCare 2.0

PORDENONE – Sviluppato e sperimentato con successo il Protocollo Neuro Moto Cognitivo per promuovere l’invecchiamento attivo delle persone anziane con fragilità o deterioramento cognitivo.

Il progetto europeo CrossCare 2.0, guidato dalla Cooperativa sociale Itaca e inserito all’interno del Programma Interreg Italia-Slovenia, ha sperimentato il Protocollo coinvolgendo anziani over 65 nei territori di Friuli Venezia Giulia e Veneto, ottenendo risultati promettenti nel miglioramento della salute fisica e mentale.

Fondamentali gli apporti di Residenza Protetta del Comune di Sacile, Residenza Francescon di Portogruaro e Asp Don Moschetta di Caorle, sedi della sperimentazione.

La sperimentazione del Protocollo Neuro Moto Cognitivo (NMC) ha evidenziato miglioramenti significativi nelle capacità motorie e cognitive dei partecipanti.

L’approccio integrato, che combina esercizio fisico, stimolazione cognitiva e attenzione all’aspetto sociale, ha dimostrato la sua efficacia nel produrre un impatto positivo sul benessere percepito dagli anziani.

I dati raccolti sottolineano l’importanza di considerare la salute in un’ottica più ampia, che include non solo l’assenza di malattia, ma anche una elevata qualità della vita.

Il Protocollo NMC si distingue per il suo approccio all’avanguardia, che integra diverse metodologie: biofeedback, neurotraining, ginnastica cognitiva e l’adozione di sani stili di vita.

L’obiettivo principale è intervenire sulla corteccia prefrontale, area cerebrale cruciale per le funzioni cognitive superiori, per migliorare la salute psicofisica degli anziani e contrastare il processo di invecchiamento.

Un elemento di spicco è l’utilizzo di un dispositivo tecnologico avanzato per il monitoraggio continuo dei parametri vitali dei partecipanti durante le attività.

Questa tecnologia ha permesso ai professionisti di seguire i progressi degli anziani in tempo reale, raccogliendo dati preziosi per valutare l’efficacia del Protocollo e personalizzare gli interventi.

Il Protocollo si basa su una valutazione iniziale delle caratteristiche individuali di ciascun partecipante, sia a livello fisico che neurocognitivo.

Sulla base di questa analisi, viene definito un programma di esercizi personalizzato, che combina attività per migliorare la coordinazione motoria e stimolare diverse funzioni cognitive.

Un team multidisciplinare di esperti segue i partecipanti, adattando le attività in base ai progressi e alle esigenze individuali.

La sperimentazione ha coinvolto 24 anziani over 65 residenti nei territori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. I partecipanti hanno contribuito con la loro esperienza e il loro coinvolgimento alla validazione del Protocollo.

“Pionieri” della sperimentazione sono stati ingaggiati e motivati alla partecipazione grazie all’idea che la stessa potesse diventare utile per ulteriori e più numerosi gruppi di anziani, e potesse servire allo studio di una specifica attenzione agli anziani caratterizzati da un profilo di fragilità maggiore, sia fisica che cognitiva.

In quest’ottica, oltre alla raccolta di dati scientifici, il Protocollo integra un forte elemento educativo, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’importanza dell’attività fisica e cognitiva nell’invecchiamento.

Il Protocollo NMC adotta un approccio integrato che considera gli aspetti fisici, cognitivi e relazionali dell’invecchiamento. Questo approccio olistico, in linea con le più recenti evidenze scientifiche, si è rivelato fondamentale per garantire un miglioramento globale della qualità della vita degli anziani.

I risultati ottenuti con la sperimentazione del Protocollo Neuro Moto Cognitivo aprono nuove prospettive per la promozione dell’invecchiamento attivo.

L’approccio integrato e personalizzato si configura come un modello promettente per migliorare la presa in carico degli anziani e supportare un invecchiamento consapevole.