Messa alla prova: servizi in università per evitare il processo
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Accordo tra Ateneo e Tribunale di Trieste per consentire a due persone imputate di svolgere attività di pubblica utilità
Da sinistra Di Lenarda e Rifiorati
TRIESTE – Firmato oggi tra l’Università e il Tribunale di Trieste un accordo quinquennale per consentire a due persone sottoposte alla “Messa alla prova” di svolgere attività di pubblica utilità nell’Ateneo triestino.
La “messa alla prova” è un istituto giuridico che consente all’imputato, in determinati casi, un’alternativa al processo superando un periodo di prova la cui durata è stabilita dal giudice, attraverso l’assunzione di impegni di riparazione del danno causato con la commissione del reato, tra cui quello di mettere a disposizione tempo e competenze gratuitamente a favore della comunità attraverso lavori di pubblica utilità.
La messa alla prova è una di quelle misure che rientrano tra le cosiddette misure di comunità che in Italia e in Europa hanno dimostrato di abbassare la recidiva realizzando dei percorsi di giustizia per persone imputate e condannate che favoriscono una socializzazione nella legalità e una responsabilizzazione nei confronti delle vittime e della comunità.
Le attività concordate con UniTS saranno svolte a titolo gratuito in una delle sedi universitarie e comprendono servizi di portierato, supporto al personale e all’attività amministrativa, cura del verde e pulizia delle aree esterne, piccola manutenzione, custodia delle biblioteche, delle aree interne e prestazioni per la fruibilità e la tutela del patrimonio culturale e archivistico.
Prevista anche l’accoglienza e il supporto agli utenti dell’ateneo nonché nella preparazione di eventi.
Oltre a queste, gli interessati potranno offrire altre attività in linea con proprie specifiche competenze.
Sono intervenuti alla firma dell’accordo il rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, e il presidente del Tribunale di Trieste, Igor Maria Rifiorati.


