Manifattura avanzata verso la transizione verde e digitale
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Diciotto progetti innovativi da sei milioni di euro nati dall’attività di ricerca e di trasferimento tecnologico di 38 imprese trivenete e non
Da sinistra Maria Chiarvesio, Luigino Pozzo, Angelo Montanari, Franco Bonollo, Ketty Segatti, Roberto Pinton (ex rettore Università di Udine), Luca Fabbri (direttore generale iNEST)
UDINE – Diciotto progetti ideati da 38 imprese per aiutare la transizione verde e digitale della manifattura avanzata, realizzati grazie a quattro bandi dell’Università di Udine del valore di sei milioni di euro.
I progetti riguardano: sette l’energia; cinque l’intelligenza artificiale e la scienza dei dati; tre la manifattura intelligente, la meccatronica e la robotica; tre i materiali innovativi.
L’iniziativa di trasferimento tecnologico svolta dall’Ateneo friulano rientra nelle attività dell’ecosistema dell’innovazione del Triveneto, iNEST, che vede l’Università di Udine fra i soci fondatori.
In alcuni dei 18 progetti (https://tinyurl.com/2mebemau), di cui 12 di aziende trivenete e sei del Mezzogiorno, sono impegnate importanti realtà industriali come Beantech, Danieli Officine Meccaniche, Danieli Automation, Electrolux Italia, Electrolux Professional e Faber.
I risultati e l’impatto sul territorio dei progetti sono stati presentati oggi nell’auditorium della Biblioteca scientifica dell’Ateneo dal rettore, Angelo Montanari, e dal presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo.
All’incontro sono anche intervenuti Ketty Segatti, direttrice dell’Unità operativa specialistica Ricerca, innovazione, fondo sociale europeo plus e altri fondi comunitari della Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia; il presidente del consorzio iNEST, Franco Bonollo, e la referente dell’Ateneo per lo spoke 3 di Inest dedicato alla transizione verde e digitale della manifattura avanzata, Maria Chiarvesio.
Quattro tavole rotonde tematiche ricerca-imprese hanno poi illustrato lo stato dell’arte dei progetti.
L’Università di Udine e iNEST
Il baricentro delle attività dell’Ateneo friulano è la transizione verde e digitale a favore della manifattura avanzata. In particolare, l’Università sta lavorando per promuovere l’interazione tra gli atenei triveneti e incubatori, acceleratori, parchi tecnologici e imprese del Nord Est in settori chiave quali: energia, materiali, robotica, meccatronica, intelligenza artificiale, scienza dei dati.
Udine, inoltre, coordina l’attività trasversale dei “lab village”, cioè laboratori congiunti per la ricerca avanzata dove ricercatori universitari e di aziende lavorano insieme condividendo conoscenze, esperienze e strutture di ricerca.
L’Università di Udine è stata, nel 2022, tra i soci fondatori di iNEST che punta a diffondere nel Nord Est i benefici delle tecnologie digitali. I soci fondatori sono: le università di Padova (proponente), Verona, Ca’ Foscari e Iuav di Venezia, Trento, Bolzano, Udine, Trieste, Sissa, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs). iNEST è stato finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con 110 milioni di euro.
I progetti triveneti
Le 12 iniziative progettuali riguardano: FOAM 500, progetto che punta a una plastica espansa riciclabile e rigenerabile, di Proxital (Motta di Livenza); AIH2DU, sistema “intelligente” per distribuire l’idrogeno all’industria manifatturiera contribuendo alla decarbonizzazione, di Faber Industrie (Cividale del Friuli); SOFTMOD, sviluppo e adozione di soluzioni tecniche finalizzate alla digitalizzazione dei processi nelle linee di produzione di grandi manifatture, proposto da Electrolux Italia (Porcia), con Danieli Officine Meccaniche e I.R.S.; EDPI, sistema di simulazione di alcune parti funzionali della macchina, collegato ai dati reali, di semplice utilizzo, per personale non specializzato, proposto da Antonio Zamperla (Altavilla Vicentina) con Xteam Software Solution e Carbon Compositi; DUE-GOES, sviluppo di tecnologie avanzate per la produzione di acciai elettrici con tecniche di intelligenza artificiale, proposto da Danieli Officine Meccaniche (Buttrio) con Beantech; INDOMATE, soluzione innovativa di machine learning e analisi dati per migliorare e ottimizzare la progettazione del prodotto nel processo industriale, proposto da Beantech (Udine) con Danieli Automation ed Electrolux Professional; ADD-MAT, soluzioni innovative per materiali e componenti tramite manifattura additiva laser per applicazioni industriali di stampaggio in ambito automotive, proposto da MBN Nanomaterialia (Carbonera – Treviso) con Standex Engraving Italy; ENERGISE, una piattaforma di facile utilizzo per il monitoraggio e gestione dell’energia prodotta, dei parametri ambientali e riduzione sprechi delle comunità energetiche rinnovabili, di Almaviva (Padova); WASTEBOT, sviluppo di un sistema robotico per lo smistamento dei rifiuti, di IT+Robotics (Padova); MAMO_SYSTEM, progetto per aumentare la produttività nei processi di produzione additiva metallica, di Dynamic Optics (Padova); GEMS HYRIS, sviluppo di automazione avanzata e strumenti digitali per il controllo e la gestione di sistemi ibridi formati da fotovoltaico, elettrolizzatori per idrogeno verde e batterie come accumulo elettrochimico, proposto da Enphos (Verona) con E2C Energy To Come; GEO-DECK, sviluppo di un applicativo per l’ottimizzazione e l’efficientamento della progettazione e della gestione di comunità energetiche rinnovabili, proposto da DBA PRO (Villorba) con Omniaevo, Bclever ed Electric Labs.
I progetti del Mezzogiorno
Sei i progetti che realizzati da aziende del Mezzogiorno: E-CLIP, una piattaforma evoluta per la gestione documentale del patrimonio informativo aziendale grazie anche all’intelligenza artificiale, di Savino Solution (Salerno); STORMED, progetto che mira a rivoluzionare i musei d’impresa usando l’intelligenza artificiale generativa, gli avatar e la realtà virtuale, proposto dall’Università della Calabria con Nonsibuttavianiente, QuestIt, Amarelli, Gias, Camigliati e Rubettino; REUSE, sviluppo di un sistema per riutilizzare gli scarti industriali per sviluppare materiali funzionali di nuova generazione, proposto da Domenico De Lucia (San Felice a Cancello, Caserta) con Centro regionale information communication technology (Cerict); DIONISO, derivati innovativi per la manifattura di pacciamature da vinacce e tralci di vite per aumentare la sostenibilità in orti- e viticoltura, proposto da Spagro (Barletta) con Licofarma, Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e tecnologia dei materiali (Instm); HEAVEN, sistema per migliorare l’efficienza delle reti idrauliche sviluppando un sistema di Artificial intelligence-based video inspections for pipelines (Aivip) per rilevare automaticamente le caratteristiche delle tubature, proposto da Ekso (Ragusa) con Fincons; BLUE NATIV, sistema per convertire un prodotto di scarto (potassium oleate, derivato dal trattamento degli olii esausti) in risorsa, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo un’economia circolare efficiente, di Eco Lab (Cornate d’Adda, Monza-Brianza).


