Lorenzo Mattotti: di tanti volti
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Friulano di adozione, l’artista bresciano vive da anni a Parigi. Palazzo Frisacco a Tolmezzo ospita anche le sue opere nella mostra dedicata alla reinterpretazione del ritratto femminile
Lorenzo Mattotti
L’artista Lorenzo Mattotti, friulano d’adozione, bresciano di nascita che da anni vive a Parigi, ha inaugurato a Palazzo Frisacco di Tolmezzo la mostra “Di tanti volti” aperta fino al 26 ottobre, organizzata dal Comune in collaborazione, fra gli altri, con PromoTurismoFVG e Museo Carnico delle Arti popolari “Michele Gortani” che ospita una sezione del progetto.
«Anche se il titolo non lo rivela – confida – è una mostra per reinterpretare il ritratto femminile, capire il disegno e analizzare le differenze del linguaggio. Una varietà di presenze, artisti, grafici, artigiani per fare una passeggiata fra vari stili, maniere, tecniche di rappresentare e interpretare lo sguardo delle donne».
Che effetto le fa essere circondato da tanti volti femminei?
«Ho uno sguardo abbastanza distaccato pur concentrandomi sia sulla tecnica di realizzazione sia sull’umanità dei lavori, per avere percezione di quello che mi tocca, dell’emozione che mi arriva. È interessante vedere come si può giocare con la grafica ma soprattutto con se stessi davanti a questo tema. Un rapporto creato dall’amore e dal coinvolgimento emotivo, ma anche dal distacco professionale, creando un gusto estetico molto forte. Tanti livelli, sfumature, messaggi che questa mostra ben riassume e presenta».
Una mostra solo per intenditori?
«No, assolutamente. Credo sia molto interessante anche per gli studenti non solo di arte. Un ampio e bel percorso per tutte le persone interessate al linguaggio del segno».
Il movimento nell’opera è uno dei suoi tratti distintivi. Nel volto dove c’è movimento?
«Nella mia produzione i volti (ricca e affascinante la sezione in mostra, n.d.r.) sono un momento particolare, preciso e definito nel quale mi interessava fissare un’espressione senza giocare con l’azione o il gesto. Ho cercato di distaccarmi, cosa per me difficile se non impossibile. Conosco i miei limiti di narratore e nel distacco ho dato spazio a una posa iconica, concentrata, intensa».
C’è un movimento interiore negli occhi.
«Giusto, è tutto negli occhi, ogni ritratto interpella chi guarda».
Che cosa la fa star bene?
«Mettermi davanti a un foglio bianco, a mano libera improvvisare. Vengono fuori immagini anche potenti impossibili da realizzare con la razionalità. Amo la libertà del pensiero che mi fa sciogliere dalle costruzioni razionali e logiche. Mi fa esplorare. È il mio grande piacere di questo momento della mia vita personale e creativa. Come accaduto con i volti realizzo opere in serie, faccio e rifaccio fino a quando sento di avere esaurito e completato sulla carta il mio pensiero, il mio percorso di ricerca e interpretazione».
Sono opere dunque prive di un tema di partenza da sviluppare?
«Esatto. Ma può anche accadere che un soggetto di partenza si presenti. Se mi attira allora ci lavoro».
Al momento a cosa sta lavorando?
«Ho recentemente realizzato dei disegni molto scuri sul tema del naufragio e di uomini sotto le bombe. I primi sono romantici e forti allo stesso tempo, i secondi sono legati alla contemporaneità».
E i progetti commissionati che spazio occupano?
«Sono tanti e occupano molto del mio tempo. Avrei voglia di lavorare a qualcosa che ho ancora dentro per poter aprire un dialogo interno. Quando si è molto impegnati su commissione è difficile guardarsi dentro, vengo portato verso altre direzioni».
Progetti in cantiere?
«A fine anno uscirà la “Trilogia di New York” di Paul Auster a fumetti per Einaudi; io ho realizzato il secondo episodio. Quindi, sempre a fine anno e sempre per la stessa casa editrice, sarà nelle librerie la nuova traduzione de “I Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift».
In contemporanea è aperta fino a ottobre a Palazzo Senza Tempo di Peccioli (Pisa) la mostra dal titolo “Altrove visionario”. Vi sono esposti disegni popolati di animali e creature fantastiche, paesaggi fiabeschi eleganti, distorti e contorti. Quasi un’antologica di lavori eseguiti per libri; da “Pinocchio” a “The raven” con Lou Reed e “Racconti analitici” di Sigmund Freud.
Ma torniamo alla mostra di Tolmezzo, curata da Giovanna Durì; 300 opere di 40 artisti fra i più interessanti del panorama italiano e non solo.
Con Mattotti espongono tra gli altri Gabriella Giandelli, Franco Matticchio, Pia Valentinis, Manuela Bertoli, Guido Scarabottolo, Beppe Giacobbe, Ivan Canu, Olimpia Zagnoli, Riccardo Guasco, Pierre Bourrigault, Manuele Fior. Tavole per la quasi totalità originali e realizzate da nativi digitali.
Una sala della mostra a Tolmezzo
Non solo grandi nomi ma anche giovani talenti del disegno. Il punto di partenza è l’insolita selezione realizzata da Gilberto Ganzer di ritratti settecenteschi delle collezioni del Museo “Gortani”.
Volti di donne carniche, giovani e maturi, resi con onestà di dettaglio, affascinanti e potentemente contemporanei, anzi, senza tempo.
«Sono le donne, di ieri e di oggi. Una galleria di ritratti per un affascinante viaggio lungo un percorso espositivo costruito su diverse sezioni in dialogo», ha ricordato il vicesindaco e assessore alla cultura, Laura D’Orlando.
L’obiettivo del Comune, dopo la mostra dedicata a Tullio Altan lo scorso anno, è fare di Tolmezzo un luogo di riferimento internazionale per il disegno. Per tutti gli appuntamenti in programma è possibile visitare il sito www.comune.tolmezzo.ud.it.
A proposito di esperti di grafica e illustrazione, lunedì 1° settembre alle 10.30 e alle 15.30 a Palazzo Frisacco, visita guidata e workshop con Guido Scarabottolo, grafico e illustratore noto per le sue copertine dei libri Guanda e per le illustrazioni pubblicate da “Il Sole 24 Ore”, “La Repubblica” e “Internazionale”.
Venerdì 19 settembre alle 15, invece, Gabriella Giandelli, illustratrice e autrice di romanzi a fumetti e libri illustrati, terrà un laboratorio sul ritratto.
Per partecipare ai laboratori e alle visite guidate è prevista una quota di partecipazione di 10 euro. Prenotazione obbligatoria: per i laboratori al Museo Carnico a [email protected], telefono 043343233, per i laboratori e le visite guidate a Palazzo Frisacco a [email protected] o telefono 043341247.


