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Le geografie dello sguardo al Trieste Film Festival

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Presentata la 37ª edizione del più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. Oltre 120 appuntamenti in programma

presentazione
La presentazione alla stampa del Festival
La presentazione alla stampa del Festival

 

TRIESTE – Presentata la 37ª edizione del Trieste Film Festival, il più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale.

Diretta da Nicoletta Romeo, la rassegna si svolgerà a Trieste dal 16 al 24 gennaio con oltre 120 eventi tra film, documentari, corti, masterclass e incontri con i protagonisti, dai grandi maestri agli esordienti, registi e attori, e con le loro storie, capaci di creare ponti tra Est e Ovest.

Il festival si terrà nelle sedi del Politeama Rossetti, del Teatro Miela e del Cinema Ambasciatori.

Tre le sezioni competitive con i concorsi internazionali per lungometraggi, cortometraggi e documentari.

Aprirà il festival, nella giornata di venerdì 16 gennaio al Teatro Miela, “Franz” della regista polacca Agnieszka Holland (distribuito in Italia da Movies Inspired), che torna dopo il successo di “Green Border”.

Nella consueta doppia apertura di rassegna, nella data del 20 gennaio che apre le porte del Politeama Rossetti, ci sarà anche “The Disappearance of Josef Mengele” di Kirill Serebrennikov (distribuito in Italia da Europictures), esordio nazionale dopo l’anteprima mondiale alla sezione Cannes Premiere: al centro, proprio la vita e la storia dell’uomo noto come «L’Angelo della Morte».

Il regista Serebrennikov terrà una masterclass la mattina dopo (21 gennaio, ore 11.30, al Rossetti), moderata da Joël Chapron, storico collaboratore del Festival di Cannes ed esperto di cinema russo e sovietico.

La chiusura del festival sarà invece dedicata a “Silent Friend” di Ildikó Enyedi (distribuzione italiana Movies Inspired), già in concorso a Venezia – dove all’attrice Luna Wedler è andato il Premio Marcello Mastroianni – e in shortlist per gli EFA, nella serata di sabato 24 gennaio al Politeama Rossetti.

Lo stesso giorno, sempre al Rossetti alle 17, la regista ungherese incontrerà il pubblico in una masterclass.

Torna a Trieste Sergei Loznitsa: in anteprima italiana ci sarà “Two Prosecutors“, già in concorso a Cannes e anche questo titolo in shortlist agli EFA (poi in distribuzione italiana con Lucky Red).

Sempre tra gli eventi speciali fuori concorso, il festival presenta “Lagūna” di Šarūnas Bartas, tra i massimi esponenti del cinema baltico, in un lavoro intimo e potente.

In anteprima italiana in programma “Mirrors No. 3” di Christian Petzold, già nella sezione Quinzaine des Cinéastes a Cannes (in italia con Wanted).

Vincitore del Premio Leone del Futuro a Venezia, nella sezione ci sarà anche “Short Summer” di Nastia Korkia, ritratto di una quotidianità dalla Russia.

In programma anche “In die Sonne schauen” (Il suono di una caduta / Sound of Falling, distribuito in Italia da I Wonder Pictures), opera seconda della regista tedesca Mascha Schilinski, Premio della giuria al festival di Cannes e candidato dalla Germania agli Oscar 2026 nella categoria Miglior film internazionale.

Numerosi i titoli da tutta Europa in concorso: il festival presenterà 8 lungometraggi in gara, 10 documentari, 14 cortometraggi, 6 titoli italiani (per il Premio Salani).

Tra le altre sezioni, ci sarà ancora – dopo la novità dello scorso anno – Visioni Queer, dedicata alle storie che intendono aprire una finestra sul contributo dato dal cinema dell’Europa centrale e orientale ai diritti delle comunità Lgbtq+, in tanti Paesi dove la libertà di espressione è messa a rischio.

Tra i focus presenti in programma al festival, non mancherà infine “Wild Roses”, la sezione dedicata alle registe europee, che quest’anno celebra le voci femminili del cinema sloveno: curata da Nerina T. Kocjančič, responsabile della Promozione e della Distribuzione del Centro di Cinema Sloveno di Lubiana.

Come sempre, il festival si prepara a tornare insieme alla sua “compagna di viaggio”, la Bora che scende sulla città nel mese di gennaio, quest’anno protagonista anche della locandina, dove una donna e un uomo avanzano nel vento, trattenendo il cappello e le giacche, nella Trieste degli anni ‘50. Gli scatti sono di Ugo Borsatti, il fotografo triestino scomparso nell’ultimo anno, testimone del Novecento a cui è dedicato l’omaggio per l’immagine simbolo, con gioco e ironia.

Il programma completo su www.triestefilmfestival.it