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La resilienza dell’arte

Tempo di lettura: 3 minuti

Stefano Comelli ha perso strumenti di lavoro e bozzetti di sculture nell'alluvione di Versa. Ma ha allestito lo stesso la sua personale. Mentre la figlia ha aperto una raccolta fondi

Stefano Comelli e lopera in legno titolata Terre alte
Stefano Comelli e l'opera in legno "Terre alte"

Stefano Comelli e l’opera in legno “Terre alte”

ROMANS D’ISONZO – Ha perso tutti i suoi strumenti di lavoro e i preziosi e unici bozzetti delle sue sculture.

Tutto sommerso dall’acqua e dal fango della terribile alluvione che lo scorso 17 novembre ha investito il paese di Versa dove abita, nella frazione di Romans d’Isonzo.

L’artista Stefano Comelli però non si ferma e alcuni giorni dopo il disastro ha voluto mantenere fede all’impegno preso di allestire una personale dal titolo “Percorsi”, nell’abito dei festeggiamenti per i cento anni di vita della Fondazione Giusto Caenazzo di Grions del Torre, in comune di Povoletto.

“Sarebbe bastato che venissimo avvisati come peraltro era accaduto nel 1998 quando le acque dei fiumi dai quali siamo circondati hanno superato gli argini”, ha spiegato Stefano Comelli. “Non si riesce a capire come sia mancata la dovuta sorveglianza con i mezzi tecnologici oggi a disposizione”.

Conversando con Alessia Tortolo, assessore alla cultura del Comune di Romans ed esperta d’arte, Comelli ha spiegato la poetica del suo lavoro di scultore, che si fonda sul rispetto della materia per creare opere dal forte valore simbolico ma anche interpretazione originale della realtà.

L’artista si distingue per la sua capacità e originalità di creare dal legno e dalla pietra, ma anche dal ghiaccio e dal cioccolato, il suo mondo di figure e volumi.

Le sue opere

La sua arte, profondamente radicata nel territorio ma aperta a contaminazioni internazionali, incarna perfettamente lo spirito di un artista che sa coniugare tradizione e innovazione, artigianalità ed espressione contemporanea.

Emblematica la sua ricerca della forma attraverso la levigatura del legno, dal cirmolo, all’abete al cedro del Libano, e il suo plasmare la pietra scelta nelle cave della regione, da Clauzzetto a Aurisina e Verzegnis, scegliendo fra la tavolozza di rossi, grigio-neri e bianchi.

Chi è Stefano Comelli

Originario di Trieste, dove ha frequentato l’Istituto d’Arte Nordio, vanta un percorso artistico importante. Fin da giovanissimo ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui una borsa di studio all’Accademia estiva di Salisburgo nel 1992, dove si è perfezionato sotto la guida dei maestri Janez Lenassi e Susanne Tun.

La sua attività si è poi sviluppata attraverso percorsi paralleli: la partecipazione a simposi di scultura nazionali e internazionali – dalla Svizzera alla Slovenia, da Verzegnis a Sauris – e una ricerca sperimentale attraverso installazioni effimere realizzate in spazi naturali, come fiumi, parchi e luoghi abbandonati. Attualmente è responsabile del simposio Magia del Legno di Sutrio. Da ricordare che nel 2018 ha ricevuto l’incarico di progettare e coordinare, come direttore artistico, il presepe per il Vaticano realizzato assieme ad altri 10 scultori ed esposto in piazza San Pietro nel dicembre 2022 alla presenza di papa Francesco, che l’aveva molto ammirato.

All’incontro nella sede della Fondazione Caenazzo è intervenuto un folto pubblico presente, assieme alle autorità locali, fra le quali, il presidente del Consiglio regionale FVG, Mauro Bordin. Il duo dei maestri Irina Hvtchinnikova e Angelo Di Giorgio ha eseguito un repertorio al clavicembalo e clarinetto.

Sottoscrizione

Rebecca Comelli, figlia di Stefano, ha aperto una raccolta fondi su  https://gofund.me/f8f279e98.

“Tutta la sua attrezzatura da lavoro è finita sott’acqua – spiega Rebecca – rendendola inutilizzabile. Per permettergli di ripartire e continuare il suo mestiere, stiamo cercando un aiuto per ricomprare gli strumenti essenziali, tra cui: compressore, motoseghe, saldatrici, trapani e altre attrezzature da scultura. Ogni contributo, anche piccolo, può fare davvero la differenza”.