La magia dei Vigili del Fuoco
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Unire la passione per il modellismo a quella per i pompieri: il gradese Massimo Lugnan è riuscito negli anni a realizzare e collezionare 324 modellini, sia italiani che stranieri. «Ogni anno aggiungo una ventina di pezzi»
Massimo Lugnan (ph. Claudio Pizzin)
Entrando nella sua casa a Grado sembra di fare l’ingresso in un vero e proprio museo dedicato al mondo dei Vigili del Fuoco.
Un contesto che narra la passione verso il corpo dei VVF e verso le tecniche di modellismo da parte di Massimo Lugnan. Che per noi ha aperto il suo scrigno dei ricordi.
Massimo, quando nasce la sua passione per il modellismo?
«Praticamente fin da bambino. I miei primi lavori erano modellini di imbarcazioni in legno, dai velieri alle navi militari: acquistavo i progetti e con pazienza li costruivo, in alcuni casi mi affidavo soltanto alle fotografie».
Come mai la sua passione è rivolta al corpo dei Vigili del Fuoco?
«La passione per i modellini dei Vigili del Fuoco è nata a 22 anni, durante il servizio militare, svolto proprio nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, tra Roma e Gorizia. Grazie all’esperienza maturata negli anni nel modellismo navale, ho deciso di unire le mie due più grandi passioni: il modellismo e i Vigili del Fuoco. Riproducendo fedelmente i mezzi di soccorso, trasformando un hobby in una vera e propria ricerca storica e tecnica. Da allora sono trascorsi ventisei anni durante i quali ho costruito, modificato e personalizzato centinaia di modellini, riproducendo camion, autovetture, autoscale, elicotteri e imbarcazioni antincendio. Ogni modellino rappresenta una sfida e racchiude ore di ricerca con l’obiettivo di realizzare riproduzioni il più possibile realistiche».
Quale messaggio vuole lanciare a chi osserva la sua collezione?
«Il mio desiderio è che chi osserva la collezione non veda soltanto dei modellini, ma scopra il mondo dei Vigili del Fuoco attraverso i loro mezzi e le loro missioni. Grazie ai diorami è possibile ricreare scenari realistici per far capire come operano durante gli interventi, in quali contesti si trovano e quali veicoli utilizzano. Spero inoltre di far appassionare i giovani in modo da fargli intraprendere una carriera lavorativa molto particolare e gratificante».
Di quanti modellini è composta la sua collezione?
«Attualmente da 324 modellini: 189 italiani e 135 stranieri, per un totale di 57 Stati, Italia compresa. In continua evoluzione, ogni anno si incrementa di una ventina di pezzi».
(ph. Claudio Pizzin)
Lei compra modellini che ci sono sul mercato oppure li costruisce fedelmente, corrispondenti al reale?
«In molti casi li realizzo io completamente da zero, utilizzando “fogli di plasticard”, piccoli elementi in legno e altri materiali da modellismo. Altre volte compero la cabina di un veicolo commerciale e costruisco interamente la parte posteriore, ricreando ogni dettaglio. Per alcuni mi avvalgo di modelli stampati in 3D, li modifico e li completo con i particolari per ottenere una riproduzione il più possibile fedele all’originale. Alcuni li compro già pronti e poi li personalizzo, oppure li smonto, li ridipingo e li rimonto aggiungendo tutti i particolari che mancavano sul modello pre-acquistato».
I plastici che forniscono lo spaccato della quotidianità sono la ricostruzione della realtà, sono opera sua o si trovano sul mercato?
«I plastici non si trovano in commercio, sono frutto della mia progettazione, ma ispirandomi ai contesti delle vere caserme italiane. Alcuni elementi di base, come le autorimesse o parti di edificio, li acquisto, ma poi vengono modificati e personalizzati per adattarsi al contesto che desidero ricreare. L’obiettivo è offrire al visitatore uno spaccato autentico della vita operativa dei Vigili del Fuoco, permettendogli di comprendere come è organizzata una caserma».
In che scala vengono costruiti?
«Tra le numerose scale ho scelto la 1:87 (HO). Un compromesso ideale tra dimensioni e livello di dettaglio. Pur essendo una scala piccola, permette di riprodurre anche i particolari più minuti. Questa scelta è dettata da un’esigenza pratica, la collezione è ospitata in una stanza di casa mia a Grado, e mi consente di avere un elevato numero di modellini senza occupare troppo spazio».
(ph. Claudio Pizzin)
Qual è il primo modello che ha realizzato?
«Il primo modellino dedicato ai Vigili del Fuoco è stato un’autopompa Iveco EuroFire, il classico camion antincendio che tutti siamo abituati a vedere durante gli interventi. Ogni modello, dal primo all’ultimo, rappresenta per me un’occasione per raccontare in miniatura, la storia e l’evoluzione dei Vigili del Fuoco».


