Inclusione reale grazie allo sport
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Percorsi motori personalizzati per alunni con disabilità grave, favorendo autonomia, autostima e integrazione reale. Grazie al progetto "A proprio agio nelle scuole"
UDINE – Lo sport come veicolo primario per il benessere psicofisico profondo, la stimolazione cognitiva e lo sviluppo di competenze relazionali ed emotive essenziali, anche e soprattutto per chi porta con sé esigenze complesse.
È questa l’idea che sta alla base del progetto “A proprio agio nelle scuole”, un’iniziativa realizzata in continuità con l’esperienza positiva matura dall’Associazione Sportiva Udinese – ASU, e che nei mesi scorsi ha preso forma nelle scuole dell’Istituto Comprensivo Udine 6 grazie al sostegno di Fondazione Pietro Pittini e alla collaborazione con il Centro Sportivo Educativo Nazionale della regione – Csen FVG e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano locale – Coni FVG.
Il progetto punta a colmare un vuoto (la mancanza di figure formate in sport e disabilità) e ha consentito, anche ai bambini con esigenze speciali, di fare regolare attività fisica, grazie al supporto di una figura tecnica, parte dello staff ASU, che ha ricevuto una specifica formazione per l’attività con i disabili.
Il bilancio dei primi mesi dell’iniziativa è stato presentato alla sede dell’ASU alla presenza di Leonardo Primus, dirigente dell’IC6 Udine; Giuliano Clinori, presidente CSEN FVG; Alessandro Nutta, presidente ASU; Nicola Di Benedetto, direttore generale di ASU, ma anche chi ha operato in prima persona con i ragazzi: Laura Galliussi, tecnica dell’ASU che ha coordinato le attività per conto della polisportiva. Presenti anche l’assessore alla cultura e all’istruzione del Comune di Udine, Federico Pirone, e la collega con delega allo sport, Chiara Dazzan.
L’Istituto Comprensivo Udine 6 ha offerto a otto alunni (6 dalla Scuola Primaria Girardini, 1 dalla Scuola Primaria Friz e 1 dalla Scuola Secondaria di Primo Grado Bellavitis), tutti riconosciuti in situazione di grave disabilità, un percorso motorio altamente personalizzato e specializzato, erogato in modalità “one-to-one” o, dove possibile, a piccolo gruppo omogeneo o eterogeneo.
L’obiettivo primario è stato quello di supportare e promuovere al massimo livello possibile l’autonomia residua, accrescere l’autostima e favorire processi di integrazione significativi, agendo in modo mirato sul superamento delle barriere fisiche e cognitive attraverso un’attività motoria calibrata e individualizzata.
Con la collaborazione con ASU, Csen FVG e Coni FVG, e grazie al sostegno di Fondazione Pietro Pittini, è stato possibile abbattere integralmente i costi essenziali per l’individuazione e l’impiego di istruttori con competenze specialistiche e certificazioni specifiche nell’ambito della motricità adattata per la disabilità grave.
Tale collaborazione è indispensabile per assicurare la piena e dignitosa partecipazione di ciascun bambino, garantendo un’opportunità di sviluppo e inclusione altrimenti preclusa.
«Le attività proposte – di un’ora e organizzate in piccoli gruppi di due o tre – permettono di vivere un momento di sfogo motorio, che risulta particolarmente importante per quei bambini che spesso non frequentano contesti sportivi extrascolastici. Attraverso giochi, esercizi e percorsi, i piccoli sviluppano abilità motorie di base, imparano a rispettare semplici regole e a collaborare con gli altri. Accanto a ciò il progetto favorisce la condivisione di spazi e materiali, promuovendo relazioni positive, inclusione e partecipazione attiva, contribuendo così al benessere globale del bambino all’interno del contesto scolastico», ha specificato Laura Galliussi, tecnica sportiva dell’ASU, specializzata nel lavoro con persone con disabilità che coordina le attività per conto della polisportiva.


